Autore: Martina Bianchi

Coronavirus

31
Mag

Spostamenti tra Regioni dal 3 giugno: servirà il passaporto sanitario?

Siamo prossimi alla riapertura degli spostamenti tra Regioni ma quelle con bassi contagi hanno la ferma intenzione di non vederli salire.

A partire dal 3 giugno potranno ricominciare gli spostamenti tra Regioni senza bisogno dell’autocertificazione. La settimana che sta per iniziare, vedrà, quindi, cadere l’ultimo divieto imposto dall’emergenza sanitaria da Coronavirus e sarà possibile riprendere a spostarsi da una Regione all’altra senza avere una motivazione.

Spostamenti tra Regioni dal 3 giugno

Anche se i cittadini anelano a questa ritrovata libertà, i presidenti delle Regioni che fino ad ora hanno registrato bassissimi contagi hanno la ferma intenzione di non vederli salire a causa dell’afflusso di persone provenienti da altra Regione.

Secondo Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia è arrivato il momento di riaprire il Paese anche se i conflitti tra le diverse Regioni esistono, sostiene che non siano forti come si potrebbe immaginare.

I Governatori, ovviamente, non hanno il potere di poter chiudere la propria Regione ma si può chiedere di inserire nel dcpm una regola che imponga a chi entra nelle diverse Regioni (non di residenza) di segnalare la propria presenza e di tenere traccia dei contatti con la popolazione locale.

Il Presidente delle Sardegna, Christian Solinas, invece, propone un “passaporto Sanitario” che attesti la salute del singolo. A rispondere a questa proposta è il ministro degli Affari regionali Boccia il quale sottolinea che in Italia il passaporto sanitario non esiste e non si può chiedere ai turisti e a chi arriva da altre Regione l’esibizione del proprio stato di salute.

Vincenzo De Luca, governatore della Campania appare polemico al riguardo e chiede il motivo per il quale potrebbe venir permessa la mobilità anche alle persone provenienti da Regioni e Province con un alto tasso di contagi. De Luca non capisce il motivo di una riapertura generalizzata.

Il Presidente della Toscana, Enrico Rossi, pur non condividendo la riapertura generalizzata di tutta l’Italia afferma di non poter fare altro che adeguarsi alla decisione anche se non è convinto della decisione visto che la Regione Lombardia “che ha un livello di positivi molto più alto di altre regioni, debba essere trattata come le altre, con il rischio di mettere nuovamente in giro i contagi. Più prudenza forse sarebbe stata opportuna per i Lombardi e per tutti gli italiani" afferma.