Sorpresa dal PD: il Segretario Zingaretti si dimette, ecco le motivazioni

Sorpresa dal PD: il Segretario Zingaretti si dimette, ecco le motivazioni

Il segretario del PD anticipa le sue dimissioni con un post su Facebook.

Un autentico colpo di teatro le dimissioni di Zingaretti anticipate sui social dal diretto interessato. Nicola Zingaretti si dimette da segretario del Partito Democratico. La notizia sta facendo il giro dei media e del Web, con i vertici del partito che, come riporta Tgcom24 hanno subito chiesto al numero uno Dem, di ripensarci.

Le dimissioni di Nicola Zingaretti sarebbero state anticipate su Facebook proprio dal segretario, eletto due anni fa con primarie interne al Partito. Un autentico fulmine a ciel sereno se si pensa che proprio Nicola Zingaretti è stato uno dei leader di partito che più ha lavorato prima per tenere in piedi il governo Conte bis e poi per evitare le elezioni anticipate e far nascere il nuovo esecutivo Draghi.

Il Partito Democratico infatti è una delle forze di maggioranza ancora oggi che l’esecutivo si è allargato anche a Lega e Forza Italia dando vita ad una maggioranza che più trasversale non si può. L’importanza del gesto di Zingaretti non può non influire anche sulle politiche di governo proprio per l’importanza, anche numerica che il Partito democratico ha in seno al governo Draghi.

Dimissioni Zingaretti, l’annuncio inaspettato

Con un post su Facebook, il segretario Zingaretti ha manifestato pubblicamente l’intenzione di dimettersi da segretario del PD. Il post uscito oggi pomeriggio sul profilo ufficiale del governatore della regione Lazio, ha avuto una cassa di risonanza imponente creando non poca confusione all’interno del Partito Democratico.

Parlare di sorpresa non è azzardato dal momento che da fonti interne al PD emerge il fatto che di ciò che stesse maturando Zingaretti nessuno ne aveva avuto il sentore, a maggior ragione che proprio nel pomeriggio di oggi, prima del post del segretario, quest’ultimo aveva presieduto un vertice di partito.

Per questo c’è chi pensa che la mossa di Zingaretti sia più simbolica, nel senso che si vuole mettere le varie correnti interne al PD di fronte al fatto compiuto per una ipotetica riconferma nel ruolo dello stesso Zingaretti. Ma siamo nel campo delle ipotesi se non addirittura delle illazioni. Ciò che restano sono le parole che il segretario Zingaretti ha lasciato nel post, parole pesanti che hanno spinto alla decisione lo stesso Zingaretti.

Le parole di Zingaretti su Facebook

«Lo stillicidio non finisce, mi vergogno che nel PD partito di cui sono segretario, da venti giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni», queste le accuse che Zingaretti muove al partito di cui è segretario.

«Mi ha colpito il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta più e si fanno le caricature delle posizioni», così Zingaretti ha di fatto messo in luce un malessere che evidentemente pochi avevano avvertito in questi giorni.

«Il Pd non può rimanere fermo, impantanato per mesi a causa in una guerriglia quotidiana. Questo, sì, ucciderebbe il Pd. Visto che il bersaglio sono io, per amore dell’Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Nelle prossime ore scriverò alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L’Assemblea Nazionale farà le scelte più opportune e utili. Io ho fatto la mia parte, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli. A tutte e tutti, militanti, iscritti ed elettori un immenso abbraccio e grazie», così ha chiuso Zingaretti il suo post.