Autore: Stefano Calicchio

Sondaggi

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Dic 2019

Sondaggi politici, la Lega ancora in testa al 34,6% mentre Fratelli d’Italia è sopra al 10%

Le ultime indicazioni in arrivo dai sondaggi politici evidenziano Lega e Fratelli d’Italia tra le formazioni più votate nella destra. Ecco le nuove proiezioni diffuse dalla trasmissione Coffee Break.

A poche settimane dalla chiusura della legge di bilancio 2020 torniamo ad evidenziare quali sono le ultime indicazioni in arrivo dai sondaggi politici rispetto alle intenzioni di voto degli italiani e alle altre tematiche di interesse nazionale. Il riferimento va a questioni come il nodo Alitalia o Ilva, oppure al rischio per il dissesto idrogeologico. Infine, torna a riemergere anche il caso dei finanziamenti ai partiti.

Prima di procedere con l’analisi dei dati raccolti facciamo il punto in merito al sondaggio, che è stato effettuato da Termometro Politico per il programma Coffee Break del canale televisivo La7. Il sondaggio ha coinvolto 2100 persone, che hanno espresso la propria opinione tramite delle interviste su web. Gli intervistati sono stati scelti affinché risultassero rappresentativi della popolazione italiana per sesso, età, condizione professionale e area geografica di residenza. Infine, il possibile margine di errore nelle risposte date è stimato attorno al 3%.

Le intenzioni di voto degli italiani nel caso ci fossero ora le elezioni politiche

Partiamo con il primo quesito posto all’attenzione degli intervistati, con il quale è stato domandato quali sarebbero le intenzioni di voto qualora le elezioni politiche si verificassero oggi. Il 34,6% ha indicato la Lega, il 18,6% il Partito Democratico ed il 15,3% il Movimento 5 Stelle. Seguono Fratelli d’Italia al 10,1%, Forza Italia al 6%, Italia Viva di Renzi al 5,3%, Sinistra / MDP / Articolo 1 al 2,1%, Azione di Calenda all’1,8% ed i Verdi e +Europa entrambi all’1,5%. Abbiamo quindi il Partito Comunista di Rizzo all’1% e Cambiamo! di Toti allo 0,5%. Infine, le restanti formazioni totalizzano insieme l’1,7%.

L’ipotesi della costituzione di una nuova IRI per Ilva e Alitalia

Rispetto ad altre tematiche di stretta attualità, il sondaggio ha poi chiesto agli intervistati di indicare se vi sia il bisogno di avviare una nuova IRI per risolvere i casi di Alitalia, Ilva e simili. Il 22% ha indicato una risposta affermativa, evidenziando che “lo Stato deve tornare a gestire le aree strategiche dell’economia come un tempo”. Il 30% ha scelto “sì, ma riducendo le perdite e usando criteri di efficienza”. Il 17% ha indicato “no, sono accettabili solo sostegni temporanei, ma una gestione statale sarebbe inefficiente”. Il 23,7% ha risposto “no, l’IRI era stata tra le responsabili dell’assistenzialismo e del debito che paghiamo ancora oggi”. Infine, il 7,3 del campione ha indicato di non saper dare una risposta.

Rispetto invece al problema del rischio idrogeologico, è stato domandato di indicare a chi attribuire la colpa. Il 37,1% ha indicato “gli anni di incuria, perché a nessuno è mai importato nulla di fare prevenzione”. Il 47,1% ha invece suggerito “l’illegalità diffusa e la corruzione, gli appalti truccati e la mancanza di controlli”. Infine, il 14,7% ha suggerito “la burocrazia che ferma i cantieri”, mentre appena l’1,1% ha indicato di non sapere.

Un ultimo quesito su tali questioni ha invece indagato il grado di fiducia rispetto ai controlli di Autostrade su ponti e viadotti. Il 4,3% si fida, il 14,1% “sì, ma solo ora dopo che sono stati scottati dal crollo di Genova”. Il 38% “in parte, sono probabilmente manipolati”. Il 39,7% “no, non credendo che ne facciano proprio” ed il 3,9% non sa.

Renzi ed il caso delle indagini su Open

Il quesito finale posto all’attenzione degli intervistati poneva sotto esame le indagini su Open e la possibile reintroduzione del finanziamento pubblico ai partiti. In particolare, è stato chiesto agli italiani se fossero a favore della reintroduzione del finanziamento pubblico. Il 23,1% ha risposto in senso affermativo, ritenendolo più democratico ed in grado di evitare collusioni con i grandi gruppi economici. Il 19,2% ha risposto “sì, ma molto ridimensionato rispetto al passato”. Il 24,2% ha indicato “no, va bene la legislazione attuale, servono solo più controlli contro gli abusi e le illegalità”. Infine, il 30,5% ha indicato “no, anzi, toglierei anche i rimborsi elettorali e il 2 per 1000”. Appena il 3,0% del campione non sa o preferisce non rispondere.