Autore: Giacomo Mazzarella

Slitta il referendum taglio parlamentari per il coronavirus? c’è chi lo propone!

Anche il referendum sul taglio dei parlamentari condizionato dal contagio da coronavirus? ecco gli ultimi aggiornamenti.

C’è un altro effetto che potrebbe produrre il coronavirus in Italia oltre a tutte le problematiche di salute ed oltre alle inevitabili ricadute economiche che il contagio produce. Si tratta del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Infatti la chiamata alle urne per gli italiani, prevista per il 29 marzo 2020, potrebbe subire un rinvio proprio a causa del coronavirus. Al momento il referendum è confermato, ma i comitati per il NO, stanno spingendo forte per far slittare il referendum.

Il referendum a rischio?

La preoccupazione per l’epidemia da Covid-19 che nel nord Italia si sta sviluppando incessantemente, potrebbe mettere a rischio il referendum per il taglio dei parlamentari che da tempo è calendarizzato per fine marzo. Diversi sono i comitati che stanno promuovendo questa richiesta di rinvio. Dal momento che questo sarà un referendum confermativo, perché il taglio dei parlamentari è provvedimento che ha già ricevuto l’ok delle Camere, la preoccupazione riguarda i favorevoli al NO, che stando ai sondaggi appaiono sfavoriti rispetto a quelli che vorrebbero confermare quanto deciso in sede parlamentare.

Infatti per i referendum di questo tipo, non occorre raggiungere il quorum, cioè non occorre che vadano a votare la metà più uno degli aventi diritto per rendere valido il voto. Una differenza molto importante questa tra referendum confermativo e referendum abrogativo che fa pensare ai comitati del NO che più vanno a votare e più possibilità ci sono di vincere. Per questo adesso arrivano le prime avvisaglie di rinvio.

La paura del contagio tiene le persone a casa

Partite immediatamente rinviate per la serie A di calcio, le prossime a porte chiuse, campionati sportivi sospesi, scuole chiuse, assalti ai negozi di generi alimentari, paesi deserti sono la fotografia di una Italia in cui la psicosi da coronavirus ha ormai preso campo. La paura è che per colpa di questa paura, molti scelgano di restare a casa e di non presentarsi alle urne. Una paura che man mano che passano i giorni appare sempre più forte. Naturalmente, le paure di contagio potrebbero facilmente avere la meglio.

In questo caso, oltre che il giorno delle elezioni, la gente potrebbe essere persuasa da non seguire incontri, comizi e avvenimenti collegati alla tornata referendaria. In altri termini, molti considerano a rischio tutta la campagna elettorale che potrebbe portare ad un referendum poco partecipato e poco seguito, nonostante l’argomento riscuota, come è giusto che sia, notevole interesse.

Inoltre sembrano prendere piede sempre maggiori dubbi e perplessità circa la possibilità di allestire comitati cittadini o addirittura i seggi elettorali che andrebbero predisposti come di consueto, nelle scuole, le stesse scuole che in questi giorni in molti paesi e centri, soprattutto nelle zone focolaio del contagio, sono chiuse al pubblico per via del coronavirus.