Autore: Giacomo Mazzarella

6
Set

Siberia: è allarme globale, il permafrost potrebbe sparire del tutto in pochi anni

I ghiacci scompariranno del tutto in pochi anni liberando pericoloso gas metano nell’atmosfera.

È allarme permafrost in Siberia, perché i cambiamenti climatici rischiano di farlo scomparire in una decina di anni. Il direttore della stazione di ricerca dello Yakutia, Serghei Zimov, da molti reputato uno dei massimi esperti al Mondo sul permafrost è quello che da questo allarme. Il permafrost è il termine anglosassone con cui si chiama comunemente un territorio del pianeta Terra costantemente formato da un terreno ghiacciato. In Siberia esiste uno di questi territori che stando alle ultime notizie sembra si stia sciogliendo con effetti drammatici che riguarderanno l’intero pianeta Terra.

Siberia: le parole di Zimov

Serghei Zimov, insieme al figlio Nikita Zimov, gestisce uno dei centri di ricerca più importanti dell’Europa Nord Orientale. La stazione come detto in precedenza si chiama Yakutia e proprio dai rilevamenti di questi ricercatori che è scattato l’allarme. «Continuando così il permafrost scomparirà in dieci anni», queste le parole che sanno quasi di profezia che Zimov padre ha proferito. L’accelerazione dell’impatto dei cambiamenti climatici è la causa di questa situazione pittosto critica. Secondo Zimov ormai si è superata la soglia di tollerabilità e stabilità ambientale.

In tutta la Siberia il permafrost si sta sciogliendo come neve al sole e se il trend continuerà di questo passo, Zimov in una intervista all’agenzia di stampa «Ansa» ha detto che basterà un decennio perché si sciolga del tutto. Purtroppo il processo secondo lo studio della stazione Yakutia si sta accelerando troppo. Basti pensare che pochi anni fa si prevedeva lo scioglimento totale del permafrost in un periodo di cento anni.
Serghei Zimov è un esperto del settore ed è anche uno scienziato molto aperto ad innovazione e sperimentazione.

Tra le altre cose è proprio Zimov colui che ha avviato un esperimento in Siberia che è chiamato «Il Parco del Pleistocene». Si tratta di una sperimentazione che prevede di immettere nella zona orientale della Siberia una serie di animali erbivori che secondo lo studioso potrebbero ricreare l’ecosistema dell’era dei mammut. Se riuscisse l’esperimento, secondo lo studio si potrebbe produrre un discreto rallentamento degli effetti dannosi che il cambio climatico che ormai da anni sta impattando su tutta la terra, produce.

Le parole e l’allarme dato da Zimov sono state avvalorati proprio dalla nota agenzia di stampa Ansa che è stata invitata dallo stesso Zimov a visitare l’area geografica dove opera la stazione di ricerca. L’area in questione si trova ben oltre il circolo polare artico ed è quella di Cherrsky ed i giornalisti dell’Ansa hanno constatato lo stato di degrado e scioglimento del permafrost, confermando tutto ciò che Zimov continua a dire.

Perché si rischia la catastrofe?

Perché lo scioglimento del permafrost è pericoloso per il nostro pianeta? Zimov al riguardo è stato abbastanza chiaro durante l’intervista. Oltre che di Co2 il permafrost è ricco di gas metano che è ben più potente dell’anidride carbonica. In pratica lo scioglimento del ghiaccio libererebbe nell’atmosfera un gas 25 volte più dannoso dell’anidride carbonica aumentando l’effetto serra che porta inevitabilmente a far rialzare le temperature.