Autore: Dario Marchetti

Energie rinnovabili

26
Nov

Secondo Irena anche il geotermico potrebbe diventare sempre più conveniente

Prosegue la discussione sul modello energetico del futuro

Le fonti di energia rinnovabili stanno diventando sempre più convenienti. Lo testimonia l’ultimo report pubblicato dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena), intitolato “Renewable power generation costs in 2018”, secondo il quale nel corso del 2018 il costo medio ponderato globale dell’energia elettrica da impianti a concentrazione solare sarebbe diminuito del 26%, quello della bioenergia del 14%, il fotovoltaico e l’eolico onshore del 13%, l’idroelettrico del 12%, l’energia geotermica e l’eolico offshore dell’1%.

A proposito del geotermico

Come si può notare, il costo dell’energia geotermica è quello calato di meno, nel periodo preso in considerazione,insieme all’eolico offshore. Proprio il rapporto di Irena rileva che nel corso del 2018 a livello globale sono stati aggiunti poco più di 500 MW di nuova capacità di generazione da energia geotermica. Questo nonostante il fatto che ove siano presenti buone risorse ad alta temperatura, proprio essa può rivelarsi una fonte molto economica di energia a ciclo continuo.

Se si esamina lo studio più nel dettaglio, si scopre che nel 2018, l’LCOE (Levelised cost of electricity, ovvero il costo di produzione costante dell’energia sull’intera vita operativa dell’impianto) medio ponderato globale dei nuovi impianti geotermici commissionati si è attestato ad 0,072 dollari al kWh, appunto l’1% in meno rispetto all’anno precedente.

Un dato su cui pesa molto proprio il modesto sviluppo del mercato geotermico nel corso degli anni. Nel periodo tra il 2010 e il 2018, infatti, la nuova capacità annuale commissionata ha dato vita ad un’oscillazione tra un minimo di 90 MW nel 2011 e un massimo di 650 MW fatto registrare nel 2015.
Proprio il basso numero di progetti che sono stati messi in programmazione anno dopo anno ha impedito al LCOE medio ponderato di scendere con maggiore forza.

Cos’è l’energia geotermica

Per energia geotermica si intende quella generata per mezzo di fonti geologiche di calore. Va però sottolineato come essa possa essere considerata una fonte solo parzialmente rinnovabile, in quanto nel caso in cui la sorgente venga ad essere utilizzata continuamente può indurre localmente, ovvero nei pressi dei siti di sfruttamento, ad una riduzione del valore di anomalia positiva termica. Una anomalia che è locale e dipende dal tempo di sfruttamento della risorsa la quale può variare in modo molto forte, a seconda del sito.

Il calore in questione viene rilasciato in maniera del tutto naturale dai processi di decadimento nucleare degli elementi radioattivi all’interno di nucleo, mantello e crosta terrestre. Tra gli elementi che si prestano ad un processo di questo genere vanno ricordati l’uranio, il torio e il potassio, i quali sono contenuti nelle zone più interne del nostro pianeta.
Nel nostro Paese il sito più longevo è quello di Larderello, in Toscana, ove nel lontano 1827 fu inaugurato lo sfruttamento dell’acido borico estratto dai geyser.

Uno studio clamoroso

Secondo uno studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT) la potenziale energia geotermica contenuta nel nostro pianeta si aggira attorno ai 12.600.000 ZJ e che con le attuali tecnologie sarebbe possibile utilizzarne soltanto 2mila, ovvero quattromila volte quello che è il consumo annuo globale di energia. In pratica, quindi, sarebbe possibile soddisfare il fabbisogno energico planetario con sola energia pulita per i prossimi 4mila anni rendendo di conseguenza inutile qualsiasi altra fonte non rinnovabile o rinnovabile che sia attualmente utilizzata.