Autore: Giacomo Mazzarella

Governo - Scuola

Scuola, Ministro Bianchi: «Maturità e lezioni in presenza le priorità»

Emergono già le priorità per il mondo della scuola per il neo Ministro Patrizio Bianchi.

Il governo Draghi ha finalmente la sua squadra dei Ministri, un mix di politici e tecnici, con poltrone per tutti i partiti che hanno dato la fiducia al nuovo esecutivo e con alcune conferme rispetto alla squadra del governo Conte bis. Conferme che non hanno riguardato però il Ministero dell’Istruzione.

Infatti Lucia Azzolina è stata sostituita da Patrizio Bianchi, un tecnico. E l’eredità della Azzolina è piuttosto pesante, con alcune cose importanti da fare e pure urgentemente visto che proprio la scuola è una delle aree più colpite dalle limitazioni dovute dal coronavirus. Ecco cosa ha detto il neo Ministro sulle linee programmatiche del suo dicastero.

Scuola: le priorità del Ministro Bianchi

Patrizio Bianchi, accademico, ex rettore dell’Università di Ferrara dal 2004 al 2010, è il nuovo Ministro dell’istruzione, successore di Lucia Azzolina. Si tratta di un tecnico, uno degli 8 tecnici messi in dicasteri chiave dal neo Premier Mario Draghi. Bianchi è un tecnico, ma propenso alla politica, dal momento che è stato assessore all’Istruzione, Università e Lavoro per i governatori dell’Emilia Romagna Vasco Errani prima e Stefano Bonaccini dopo.

Evidente che si tratta di un elemento vicino al PD (c’è chi assicura che è uno vicino a Romano Prodi). «Decido subito sulla maturità, poi tutti in presenza», così si è espresso subito dopo la nomina, il nuovo Ministro dell’Istruzione intervistato da Repubblica.

“Il lavoro è tanto e bisogna farlo in fretta. Bisogna dare certezze agli studenti, ai docenti. La mole un po’ mi spaventa. Non sono abituato, arrivato a quasi 69 anni, a vivere lontano da casa tutta la settimana. Sarà un’esperienza stancante. Una cosa è certa, però: comunicheremo le cose quando avremo raggiunto un risultato e il risultato lo raggiungeremo studiando. In settimana decidiamo, ho ben presente il bisogno di informazione sulla Maturità”, queste le eloquenti parole di Patrizio Bianchi.

Occorre sostenere chi ha «subito» di più la Dad

La situazione nella scuola è particolare, con il 2020 che è stato un anno in cui ha fatto capolino la didattica a distanza. «Partiamo dicendo che docenti e studenti nel 2020 hanno lavorato tanto, questo va riconosciuto. E diciamo, poi, che i ritardi e le mancanze sono diversi, a seconda delle aree, delle scuole. Ecco, dovremo intervenire su quella fascia che ha sofferto la didattica a distanza, in particolare gli adolescenti del Sud e delle aree interne.»

Prosegue poi «La pandemia ha messo a nudo i divari e le disuguaglianze esistenti nel nostro Paese. Chi era già in condizione di svantaggio per situazione personale o sociale, si è impoverito ancora di più. Dobbiamo sempre ricordare che ogni macro intervento riguarderà, alla fine, le singole persone», così Bianchi ha aperto a interventi che riguardano quelle aree del Paese più colpite dalle problematiche legate al Covid e ad un ritorno alla didattica in presenza, ricordando che fu uno degli artefici della riapertura delle scuole nel post terremoto in Emilia.