Autore: Giacomo Mazzarella

Evasione fiscale - Tasse

2
Lug

Scontrino elettronico in vigore, come funziona e cosa cambia per clienti e commercianti?

Dal 1° luglio grande novità fiscale entra in vigore, lo scontrino elettronico, misura anti evasione del Fisco, ecco come funzionerà

Per commercianti ed artigiani entra in funzione una delle più grandi novità fiscali degli ultimi tempi, lo scontrino elettronico. Si tratta del proseguo del lavoro del governo e di Agenzia delle Entrate contro l’evasione fiscale, iniziato con la fattura elettronica che sembra aver ridotto drasticamente il problema. Da ieri primo luglio lo scontrino fiscale elettronico entra in funzione, anche se solo per le imprese commerciali o artigiane con fatturato annuo superiore al tetto dei 400mila euro. Si tratta di una anticamera di quanto succederà da qui a fine 2019, quando anche piccoli negozi, bar, caffetterie, pasticcerie e così via, dovranno adeguarsi alle nuove normative. Solo le attività che vendono prodotti del monopolio come le sigarette non dovranno adeguarsi a questa autentica rivoluzione fiscale, essendo già fino a ieri esentati dal detenere nelle loro sedi, il registratore di cassa tipico di tutte le altre attività commerciali.

Come funziona lo scontrino fiscale?

La novità produrrà la necessità per queste attività, di rinnovare il proprio registratore fiscale, sostituendolo con uno di nuova generazione o adeguando il vecchio. Infatti adesso il registratore fiscale sarà collegato in tempo reale con l’Agenzia delle Entrate che avrà ogni giorno i dati degli incassi di qualsiasi attività assoggettata all’uso dello scontrino elettronico. Incassi in tempo reale che secondo il legislatore dovrebbe prevenire e fungere da deterrente alle più comune pratiche utilizzate per eludere ed evadere il fisco nascondendo guadagni.

Per venire incontro alle associazioni dei commercianti e degli artigiani che si sono lamentate della inevitabile spesa che le aziende dovranno sostenere per l’adeguamento delle loro macchinette misuratrici, il governo ha stabilito agevolazioni fiscali sotto forma di credito di imposta. Per quanti cambieranno il registratore, cestinando il vecchio e dotandosi di uno nuovo, si potrà recuperare fino a 250 euro di credito di imposta, che è il tetto massimo previsto dello sgravio concesso pari al 50% di quanto speso. Per chi invece sfrutterà ancora fino alla sua scadenza naturale le vecchie macchine, adeguandole alla nuova tecnologia con intervento dei tecnici, si otterrà un credito di imposta di 50 euro.

Al cliente niente scontrino?

Alla stregua di ciò che alcuni grandi centri commerciali già fanno, al cliente andrà rilasciata una ricevuta degli acquisti effettuati. Una ricevuta che dovrà riportare sopra la dicitura “non fiscale”, ma che avrà tutta la validità del vecchio scontrino fiscale sia per validare la garanzia del prodotto acquistato che per eventualmente chiederne la sostituzione o il rimborso in caso di guasti e di successivi resi. Piena validità anche ai fini delle dichiarazioni dei redditi se il prodotto acquistato è tra quelli che è possibile andare a detrarre dalle dichiarazioni dei redditi. In altri termini, il cliente finale non subirà alcun cambiamento da questa autentica rivoluzione che è lo scontrino elettronico.

Nessuna novità nemmeno sui controlli che operatori della Guardia di Finanza comunemente svolgono dinnanzi ad un bar piuttosto che ad un negozio di generi alimentari, quando fermano gli avventori chiedendo lo scontrino dei prodotti acquistati. Anziché lo scontrino verrà chiesta la ricevuta non fiscale che il negoziante sarà obbligato a dare al cliente insieme alla merce o a seguito della consumazione o del servizio acquistato.
Ricevuta fiscale che i nuovi registratori saranno in grado di immagazzinare e tenere in archivio con strumenti di protezione dei dati e anti manipolazione da parte dei commercianti meno virtuosi.