Autore: B.A

Fisco

Scontrino elettronico, arrivano le lettere di Agenzia delle Entrate

Discrepanze tra dichiarazione e riscontri, questo ciò che il fisco segnala i contribuenti.

Da poche settimane è entrato in vigore il nuovo scontrino elettronico. È scattato l’obbligo per i commercianti di dotarsi dei nuovi registratori di cassa o di adeguare i vecchi alla nuova normativa. Adesso siamo nella fase di transizione, con le Entrate che hanno dato tempo ai commercianti, di adeguarsi in maniera graduale fino a marzo. Per i giorni che mancano al via dell’obbligatorietà, i soggetti interessati possono ovviare provvedendo all’invio autonomo dei corrispettivi. Ma già in questa fase transitoria, i problemi sembrano molteplici. Infatti sono in arrivo da parte dell’Agenzia delle Entrate, delle lettere ai contribuenti.

Di cosa si tratta?

L’amministrazione fiscale, cioè Agenzia delle Entrate, sta inviando ai contribuenti, le lettere di segnalazione di alcune discrepanze tra dichiarazione IVA e corrispettivi telematici. Si tratta dei primi avvisi destinati a soggetti su cui si è abbattuto questo obbligo normativo nel 2020. È l’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi infatti, che ha fatto scattare l’invio delle missive da parte di Agenzia delle Entrate. La lettera reca al suo interno la segnalazione di incongruenze e irregolarità suo dati che i contribuenti hanno dichiarato inviando i corrispettivi e per le dichiarazioni Iva.

Cosa bisogna fare adesso?

Sono scattati già i primi controlli dunque. Naturalmente, il riferimento è a soggetti il cui volume di affari è superiore a 400.000 euro annui, sui quali l’obbligo dello scontrino elettronico è partito dal primo luglio 2019. La lettera in arrivo non è una intimazione di pagamento, una cartella o una segnalazione sanzionatoria.

Le lettere dell’Agenzia delle Entrate contengono solo dei semplici inviti a mettere in regola quanto dichiarato chiarendo le discrepanze.
Tutto rientra nel progetto del «Fisco amici» che da anni le Entrate stanno adottando. Una politica che cerca di rendere meno oppressivo e più collaborativo il rapporto tra fisco e contribuente. Anche il Ministro dell’Economia Gualtieri ha commentato in questo senso l’evoluzione della novità. Secondo Gualtieri l’iniziativa è volta ad aiutare i contribuenti a sanare le anomalie prima che queste diventino contenziosi con il fisco.

Per il momento la lettera è stata ricevuta da alcuni soggetti che avrebbero dovuto inviare gli scontrini elettronici e quindi i corrispettivi, relativi al periodo che va dal 31 luglio 2019 al 30 novembre del 2019. Nella lettera però, lo stesso fisco sottolinea e suggerisce ai contribuenti interessati di prestare massima attenzione a quanto viene richiesto. Infatti non è detto che l’incongruenza nasconda necessariamente un errore commesso dal contribuente.

Nei controlli effettuati dalle Entrate e nelle missive, non si tiene in considerazione che molti contribuenti assoggettati all’obbligo dello scontrino elettronico, abbiano optato, per tutte o per parte delle loro operazioni, per la fattura elettronica. In questo caso deve essere il contribuente a intervenire, dimostrando che l’anomalia riscontrata dipende proprio dalla scelta di utilizzare la fattura elettronica al posto dello scontrino.