Autore: B.A

Scarcerato anche Pasquale Zagaria, boss dei Casalesi, i PM hanno paura per la loro incolumità

Polemiche a non finire per le scarcerazioni di questi giorni, per motivi di salute. Fuori anche il boss dei casalesi.

Sono aspre le polemiche sulle scarcerazioni, per motivi di salute, che in questi giorni stanno occupando molte pagine di cronaca e di politica sui giornali italiani. Scarcerazioni anche di boss di mafia e camorra, che agli occhi della popolazione fanno sembrare lo Stato più debole. Fa scalpore il fatto che uno di questi boss che sono stati oggetto della trasformazione del regime di detenzione, dal carcere duro del 41 bis alla detenzione domiciliare, è Pasquale Zagaria, detto Bin Laden, boss dei casalesi e fratello del capo della cosca di Casal di Principe, Michele Zagaria.

Cosa ha detto Bonafede

Le polemiche non si sedano e ne parla ampiamente anche il noto quotidiano “Il Corriere del Mezzogiorno”. Alfonso Bonafede, attuale Ministro della Giustizia, ha dichiarato che in accordo con il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, sarebbe pronto a «intervenire» coinvolgendo la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo nelle decisioni relative ad istanze di scarcerazione di condannati per reati di mafia. La figura che fa lo Stato di fronte a queste scarcerazioni non è certo positiva.-

“Le decisioni sulle scarcerazioni per motivi di salute vengono adottate in piena autonomia e indipendenza dalla magistratura. Ad ogni modo, ho avviato tutti gli accertamenti interni ed esterni, anche presso l’ispettorato, sulle varie scarcerazioni”, questo ciò che ha detto Il Ministro Bonafede, ritenuto responsabile della situazione dalle opposizioni di governo.
Su Pasquale Zagaria è stato il Tribunale di Sorveglianza di Sassari a disporre gli arresti domiciliari per motivi di salute, anziché il carcere duro del 41 bis.

Zagaria, che oggi ha 60 anni, è in carcere, in regime di 41 bis e deve scontare una condanna definitiva a 20 anni. La trasformazione del regime di detenzione, è stata presa per l’impossibilità di garantirgli le cure necessarie e il percorso terapeutico di cui ha bisogno. I magistrati, per evitare la scarcerazione, hanno anche chiesto il suo trasferimento in un altro istituto, ma non è stato possibile effettuarlo. Ecco perché in assenza di alternative, il Tribunale di Sassari ha disposto la detenzione domiciliare del boss.

Le reazioni dei Pm, a partire da Maresca, il Pm che lo arrestò

Catello Maresca, uno dei Pm antimafia che arrestò Zagaria si è detto basito di questa scarcerazione, perché a suo dire si sta per far ricostruire uno dei clan più potenti e pericolosi di tutta Italia. E Maresca dichiara pure di aver paura per la sua incolumità e per quella dei colleghi Pm, da tempo pesantemente minacciati. “Qui si sta giocando con la vita delle persone perbene”, così il Pm ha manifestato tutto il suo disappunto per quello che rischia di essere un pesante autogol dello Stato, sia per quanto concerne il pericolo nel liberare soggetti così pericolosi, che come immagine dello Stato.