Autore: Liliana Terlizzi

Sanremo

Sanremo senza pubblico? Amadeus pronto a lasciare: cosa sta succedendo

Sanremo senza pubblico, Amadeus pronto a lasciare: interviene il Ministro Speranza

Amadeus è pronto a lasciare la conduzione di Sanremo se il pubblico non ci sarà. Il Festival andrà in onda su Rai Uno dal 2 al 6 marzo 2021. In questi ultimi giorni non si fa altro che parlare della kermesse musicale ma il tema principale, quello più scottante, è la presenza degli spettatori in sala. Infatti molte volte si è cambiato idea su questo aspetto. Ad oggi, non si può confermare ancora se ci sarà il pubblico in sala al Festival di Sanremo.

La risposta a questo dubbio, come riporta il sito dell’Ansa, la dà direttamente il Ministro della Salute Roberto Speranza ribadendo che per gli spettacoli che si svolgono nelle sale teatrali valgono le stesse regole previste dal Dpcm in vigore il quale prevede lo svolgimento degli spettacoli in assenza del pubblico. Questo suo annuncio va a confermare quindi quello che aveva affermato il prefetto di imperia qualche tempo fa.

Il Festival di Sanremo senza pubblico in sala

Purtroppo l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus è ancora in atto, perciò non bisogna stupirsi troppo di questa decisione. Sembrerebbe quindi crollare l’ipotesi di assoldare congiunti che vadano a formare un gruppo di spettatori pagati all’interno del teatro Ariston. Ma la conferma ufficiale deve essere data dal Comitato tecnico scientifico il quale presto si riunirà per discutere sulla questione.

L’intenzione ormai chiara sarebbe quella di dire No al pubblico in sala, ma la polemica non finisce qui perché è l’assenza del pubblico a Sanremo potrebbe portare delle conseguenze estreme. Un tweet pubblicato dal ministro Dario Franceschini ha scatenato le polemiche tanto che il conduttore ha affermato: «O tutti compatti o si rimanda al 2022».

Insomma, Amadeus starebbe valutando la possibilità di rinunciare al ruolo di direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2021. D’altronde, Amadeus ha sempre difeso l’idea di un Festival con il pubblico, infatti si stava studiando un mondo per aprire la platea dell’Ariston a figuranti contrattualizzati. L’ipotesi non era stata esclusa dal ministro Speranza.

Nel tweet, Franceschini spiega che il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, può tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e i cinema. «Speriamo il prima possibile». Poi aggiunge che lui in primis spera che l’andamento dei contagi consenta di riaprire al più presto i teatri con le misure di sicurezza necessarie e «sto lavorando per questo. Ma le regole vigenti valgono per tutti, dallo spettacolo piu’ grande al teatro più piccolo».

Interviene il Comitato Tecnico Scientifico e il direttore di Rai Uno

Come accennato qualche riga sù, il caso del festival di Sanremo è approdato persino sul tavolo del Comitato tecnico scientifico. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha voluto coinvolgere gli esperti chiedendo indicazioni sul protocollo di sicurezza per artisti e maestranze che è stato sollecitato nei giorni scorsi dall’industria discografica.

Il Ministro, in una lettera inviata il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, spiega che per gli spettacoli che si svolgono nelle sale teatrali valgono le norme previste dal Dpcm in vigore. Quindi lo svolgimento dello spettacolo dovrà essere svolto in assenza del pubblico. Nella lettera ha invitato il Cts a pronunciarsi in tempo utile.

Insomma, il tweet di Franceschini ha scatenato non poche polemiche tant’è che è intervenuto anche il direttore Rai Stefano Coletta spiegando che Sanremo è in linea con tutto quello che Rai Uno ha realizzato in quest’anno. Sanremo, nonostante sia uno spettacolo che avverrà non a Roma ma in una cittadina che accoglie l’evento, sarà un programma televisivo perciò verrà realizzato seguendo i protocolli utilizzati in tutti gli altri programmi televisivi: «A Sanremo andrà in onda uno show dall’Ariston e sarà protocollato come uno show televisivo. Abbiamo lavorato da mattina a sera e lo facciamo pensando al pubblico: se ce la si fa garantendo tutti i protocolli quella quota di intrattenimento noi la dobbiamo a quel pubblico».