Autore: Giacomo Mazzarella

Fisco - Sentenze di Cassazione

Sanatoria cartelle: molte quelle escluse, novità dalla Cassazione

Sanatoria cartelle esattoriali sotto i mille euro, la Suprema Corte cambia interpretazione.

Con la Pace Fiscale le cartelle esattoriali a carico di molti contribuenti sono state cancellate se di importo inferiore a 1.000 euro e se troppo obsolete.

La materia è stata fin da subito molto confusionaria, soprattutto sul fatto che a carico di molti contribuenti spesso le cartelle sono diventate cumulative, cioè per via di diversi debiti hanno aumentato il loro importo superando in molti casi i 1.000 euro che sono la soglia che da diritto alla sanatoria.

Le cartelle sanate vanno considerate per singolo importo o vanno considerate cumulative? Un dubbio rimasto tale sempre, ma che adesso viene fugato da una nuova ordinanza della Suprema Corte di Cassazione. E il sito di informazione legale «laleggepertutti.it» spiega nello specifico cosa significa questa ordinanza.

Sanatoria cartelle di pagamento: gli importi si sommano

Ciò che ha spiegato la Cassazione con la sua ordinanza è un ribaltone clamoroso rispetto all’indirizzo che la normativa della Pace Fiscale aveva imposto. Infatti, fino ad oggi per cartella sotto la soglia di 1.000 euro si intendeva per singolo debito. Ma così non è dal momento che la Cassazione ha ordinato che se una cartella riguardante la stessa tipologia di debito, anche se per più tributi identici evasi, supera i 1.000 euro non va in sanatoria.

Nello specifico, se una cartella cumulativa di Agenzia delle Entrate, o di Equitalia come si chiamava prima, si riferisce a 4 annualità di bollo evaso, ciascuno da 300 euro, la cartella non può considerarsi sanata. Questo perché la somma supera 1.000 euro (1.200 euro escluse sanzioni e some aggiuntive per iscrizione a ruolo) e la cartella si riferisce a debiti della stessa natura.

Quando invece si ha diritto alla sanatoria

Ricapitolando, per la Suprema Corte di Cassazione, i debiti della stessa natura vanno considerati nell’insieme e se superano i 1.000 euro escludono il debitore dai benefici della sanatoria. Diverso il caso di una cartella che supera i 1.000 euro, ma che si riferisce cumulativamente a debiti di diversa natura. In questo caso è possibile che si rientri nella sanatoria.

Se la cartella cumulativa si riferisce a un bollo, una rata Irpef, una Imu e una multa, e se ogni debito è di 300 euro, anche se la cartella è di 1.200 euro, può essere sanata. Il criterio che era stato utilizzato fino a ieri sulla sanatoria applicabile a singolo tributo viene completamente riscritto dalla ordinanza della Cassazione.

Quindi, sanatoria ok, ma a condizione che i carichi siano di tipologia diversa tra di loro. Un indirizzo questo che la Cassazione ha dato e che nello specifico risolve anche situazioni pregresse, con contribuenti che si sono trovati nel loro profilo i debiti pregressi che credevano fossero stati sanati essendo ognuno sotto i 1.000 euro, ma che evidentemente erano tutti del medesimo tipo e tutti facente parte di una medesima e cumulativa cartella.