Autore: B.A

Governo - Movimento 5 Stelle - Matteo Salvini

Salvini rischia davvero il processo, ecco tutti i perchè!

Per il caso Gregoretti, anche il Movimento 5 Stelle pare intenzionato a dare il via libera al luogo a procedere contro il leader della Lega.

Su Matteo Salvini pende un potenziale processo per sequestro di persona aggravato a seguito della vicenda della nave «Gregoretti», natante della Guardia Costiera Italiana, che il leader della Lega, l’estate scorsa, tenne in mare per quattro giorni senza autorizzarla all’attracco al porto di Augusta.

All’epoca dei fatti, Salvini era il titolare del Viminale, cioè Ministro dell’Interno nonché Vicepremier del governo Conte Uno, quello con Lega e Movimento 5 Stelle al timone. Durante i 14 mesi di governo, Salvini più volte a tenuto barche e navi cariche di migranti ferme in mare. Alla memoria viene anche la nave Diciotti, per la quale Salvini rischiò di nuovo di finire sotto processo, come probabilmente accadrà adesso con la nave Gregoretti.

Con la Diciotti però, la Giunta per le immunità Parlamentari ed il Parlamento, salvarono Salvini, grazie al voto dei Movimento 5 Stelle, all’epoca dei fati alleato di governo della Lega. Adesso gli schieramenti sono cambiati e, stando alle parole del Capo politico dei grillini, Luigi Di Maio, anche il Movimento 5 Stelle stavolta voterà contro l’immunità di Salvini. Oggi è assai probabile che il leader leghista stavolta non venga salvato, e finisca di fatto in pasto ai giudici del Tribunale dei Ministri di Catania, che sono quelli che hanno messo sotto inchiesta Salvini per sequestro di persona plurimo ed aggravato.

Le differenze tra caso Diciotti e caso Gregoretti

Lasciando stare le querelle politiche, con Salvini che ha dato «del piccolo uomo» a Di Maio, con quest’ultimo che ha ironizzato su Salvini definendolo «impaurito», occorre fare un riassunto delle due vicende di cui adesso si parla, cioè del caso Diciotti e del caso Gregoretti.
Anche per il caso Diciotti, altra nave con migranti tenuta in mare da Salvini all’epoca dei porti chiusi e delle polemiche con il resto d’Europa, i giudici chiesero di processare Salvini. Di Maio e Toninelli (Ministro delle Infrastrutture del governo gialloverde), ma anche il Premier Conte, all’epoca decisero di schierarsi a fianco di Salvini, parlando di misura condivisa dall’intero governo per quanto concerne il divieto di sbarco imposto dal Viminale.

Stavolta per la Gregoretti, nonostante all’epoca dei fatti, Conte, Di Maio e Toninelli erano ancora al governo con Salvini, di fatto voltano le spalle al leader del carroccio. Secondo Di Maio, con la Diciotti, la decisione di bloccare la nave fu collegiale, perchè bisognava spronare l’Europa a mettere in piedi il programma di redistribuzione dei migranti. Conla Gregoretti invece, la decisione fu solo di Salvini, per un suo tornaconto elettorale e come propaganda. In altri termini, non ne sapeva nulla, nonostante fosse anch’esso Vicepremier ed anch’esso, Ministro della Repubblica.

Una tesi avvalorata da quello che ha detto Giuseppe Conte, che ha ribadito come non sia mai stato messo all’ordine del giorno il caso Gregoretti, nel Consiglio dei Ministri del suo primo governo. In pratica, anche Conte, nonostante fosse Presidente del Consiglio, era all’oscuro del blocco della nave Gregoretti.
Per i giudici Salvini è di fatto soggetto da indagare, perchè nemmeno i decreti sicurezza prevedono che possa venire fermata una nave come la Gregoretti, in mare senza permettergli lo sbarco. Il decreto sicurezza prevede in capo al Ministro dell’interno il potere di mettere un freno all’ingresso in acque territoriali italiane di navi non autorizzate, purchè non siano navi militari. La Gregoretti, essendo una nave della nostra Guardia Costiera, è una nave militare e quindi Salvini ha agito illegalmente.

Perché stavolta Salvini rischia davvero?

Che ci sia un evidente aspetto politico sulla vicenda è una cosa che appare evidente nonostante le smentite da parte di Di Maio o quelle che provengono da Palazzo Chigi. Lo dice bene un editoriale di Libero, a cura del suo direttore Pietro Senaldi che però prevede che stavolta, nulla e nessuno dovrebbe salvare Salvini dal finire a processo. Secondo Senaldi, il fatto che Di Maio ed i grillini voltino le spalle al leader della Lega ed ex loro alleato è un favore al PD, con cui adesso il Movimento 5 Stelle governa.

Un voltafaccia che sempre secondo il direttore di Libero, non è una novità in area pentastellata. Basti pensare che adesso, per la vicenda della Banca Popolare di Bari, i grillini stanno adottando lo stesso schema del salvataggio di Banca Etruria del PD, solo che all’epoca, i pentastellati gridavano allo scandalo e adesso nascondono il salvataggio dietro alla scusa della necessità di rilancio del Mezzogiorno e della creazione della Banca del Sud.

Il rischio per Salvini proviene dal fatto che se il Movimento 5 Stelle salvasse di nuovo il segretario della Lega, potrebbe portare ad una crisi con il PD e ad una crisi di governo. Molti parlamentari del Movimento 5 Stelle, che naturalmente leggono i sondaggi, avrebbero timore di un ritorno alle urne, perchè probabilmente non sarebbero più rieletti. Ecco perché, secondo Senaldi, l’interesse è quello di evitare una caduta di governo, assecondando l’idea «forcaiola» contro Salvini.

Dal lato politico infine, se è vero che questioni giudiziarie sarebbero sicuramente deleterie per la persona Salvini, per quanto concerne il suo appeal, la tattica di Conte, Di Maio e Pd potrebbe rivelarsi un autogol clamoroso. Soprattutto perchè la decisione sarà presa entro il 20 gennaio, a pochi giorni dal voto in Emilia e in Calabria. Nessuno infatti tiene conto del fatto che stando ai sondaggi, l’operato di Salvini sui migranti, piaceva all’80% dell’elettorato. Un processo a Salvini, reo di aver difeso gli interessi della nazione (sono parole sue), lo farebbe diventare quasi un martire, con una potenziale figuraccia di Magistrati e politici di fronte all’opinione pubblica.

Occorre ricordare infatti, che secondo la Procura della Repubblica, il caso Gregoretti-Salvini, era meritevole di archiviazione. Adesso i magistrati del tribunale dei Ministri, hanno deciso di procedere contro Salvini, contraddicendo la pronuncia della procura. E questo è un altro assist alla popolarità di Salvini e del centrodestra tutto, che parlerebbe di Magistratura politicizzata che persegue un Ministro e che lascia liberi delinquenti.