Salvini incalzato sulla mascherina pro-Trump si difende: «In democrazia chi vince ha ragione»

Salvini incalzato sulla mascherina pro-Trump si difende: «In democrazia chi vince ha ragione»

Matteo Salvini viene pizzicato sul supporto a Donald Trump ma si giustifica dicendo che un conto è supportare un partito e un altro è assaltare il congresso armati.

Quanto successo ieri a Washington è un evento che non verrà dimenticato presto.

I fatti di Washington

Nonostante oggi la nomina ufficiale di Joe Biden sia avvenuta ufficialmente, le violente (4 morti accertati) proteste di Capitol Hill hanno avuto e avranno importanti ripercussioni.

In molti hanno puntato il dito contro Donald Trump, che avrebbe sobillato i suoi supporter; l’ormai ex Presidente è stato bloccato da Twitter e da Facebook. Insomma, negli Stati Uniti d’America sono ore molto intense dal punto di vista politico.

La situazione è talmente convulsa che si starebbe pensando di ricorrere al 25esimo emendamento per rimuovere immediatamente Donald Trump dal ruolo presidenziale. Com’era inevitabile, i fatti del Congresso USA sono stati ampiamente discussi anche in Italia tra la sera del 6 e la mattina del 7 gennaio.

L’attacco e la difesa di Salvini

Quest’oggi Matteo Salvini è stato ospitato dalla trasmissione “L’aria pulita” di 7gold e per forza di cose si è parlato anche dei fatti di Washington.

Un telespettatore ha ricordato al leader della Lega che sia nel 2016 che nel 2020 aveva più volte ribadito pubblicamente il suo supporto a Trump. Molti anti-Salviniani, sui social, stanno condividendo la foto dell’ex Ministro degli Interni con la mascherina «Trump 2020».

Salvini, tuttavia, si è difeso a spada tratta dalle accuse del telespettatore, precisando innanzitutto che lui si definisce repubblicano e che, se fosse stato residente negli USA, avrebbe votato Trump.

Ma al contempo: «in democrazia chi vince ha sempre ragione”, afferma Salvini, che poi prosegue: “Io sostenevo le idee dei repubblicani e di Trump. Ma un conto è il voto e un altro è entrare armati in parlamento, quella è follia.»

Sulla stessa linea il compagno di partito Borghi, che guarda già al futuro: « Avrei votato anche io i repubblicani ma auguro buon lavoro a Biden e alla nuova amministrazione, con la speranza di confrontarmi presto con loro. Magari con la Lega al governo dell’Italia a seguito di regolari elezioni.»