Salvini: «Invocano libertà per Fedez, perché chiedono bavaglio per Pio e Amedeo e la satira?»

Salvini: «Invocano libertà per Fedez, perché chiedono bavaglio per Pio e Amedeo e la satira?»

Il leader della Lega ha pubblicato un video sui suoi profili social

Matteo Salvini, leader della Lega, è tornato a parlare della questione Fedez e del concerto del Primo Maggio. Lo ha fatto con un video pubblicato sui canali social in cui ha invitato quanti partecipano al dibattito di tenere fuori il centrodestra dalle discussioni.

«Sono sempre - ha precisato il leader della Lega - contro ogni tipo di censura. Viva l’arte, viva la musica, viva la libertà, viva la poesia». «La polemica - ha chiarito - fra Fedez e Rai, con Conte, Letta, Di Maio contro la Rai, è una polemica tutta a sinistra».

«La presunta censura tentata o lamentata da Fedez - ha incalzato - avveniva su Rai 3, controllata dalla sinistra ad opera di un dirigente che fu addirittura portavoce di Veltroni, ex leader del partito della sinistra».

Salvini si chiede perché si invochi il bavaglio per Pio e Amedeo

Poi un invito. «Se la risolvessero - ha incalzato il leghista - al telefono senza tirare in ballo la Lega o il centrodestra, che proprio fra Fedez e Rai 3 non c’entrano nulla».

«Se libertà - ha aggiunto Salvini - deve essere come è giusto che sia, libertà sia sempre. Mi domando quelli che invocano la libertà di parola per Fedez, giustamente, perché chiedano il bavaglio per Pio, Amedeo e la satira. Se libertà deve essere, sia libertà sempre».

I fatti citati da Salvini riguardano al duo comico pugliese risalgono all’ultimo appuntamento con lo show Felicissima Sera. Nel corso dello spettacolo c’è stato un passaggio in cui si è posto il focus sull’opportunità del politically correct. Il riferimento era alle levate di scudi che si innestano nel momento in cui si utilizzano termini che vengono considerati offensivi.

Ddl Zan, le parole di Salvini

Nel video Salvini è inoltre tornato sul Ddl Zan, offrendo quello che è la sua chiave di lettura. «Io - ha detto il leader leghista - sono contro una legge come la legge Zan che impone non solo la censura, ma addirittura la galera per chi pensa che le adozioni gay, l’utero in affitto e le lezioni gender a bambini di cinque o sei anni sui banchi di scuola non siano il futuro del nostro Paese».

«La Lega - ha proseguito - ha presentato una sua proposta di legge per aumentare le pene per chiunque discrimini, insulti o aggredisca. Omosessuali, eterosessuali, bianchi, neri. Per chi aggredisce c’è la galera».

«Ma nuove leggi - ha proseguito Salvini - che mettano il bavaglio non penso sia quello che serve a questo Paese, in cui la libertà deve tornare ad esserci. La libertà di lavoro, di amore, di spostamento, senza coprifuoco, senza limitazioni. Con prudenza, con attenzioni, per tornare ad essere Italia. Soprattutto non c’è una sinistra che può decidere cosa è bene e cosa è male. Viva la libertà, sempre e comunque».