Autore: Francesca Cavaleri

Crisi economica

Ristori: stop ai licenziamenti ed aiuti concreti

Il governo attraverso dei «ristori» vuole aiutare gli imprenditori in difficoltà. Somme a fondo perduto per le categorie più colpite a causa del Covid e delle restrizioni

Il governo con il decreto «Ristori» ha stanziato 5,4 miliardi da distribuire per i lavorati maggiormente colpiti dalle restrizioni. I destinatari saranno tutti gli imprenditori della filiare della ristorazione, Horeca, organizzatori di matrimoni, agenti di viaggio. Ma anche i proprietari di palestre, piscine e centri benessere.

Sono infatti loro, secondo il governo, le caterogie che principalmente stanno risentendo delle nuove misure restrittive che impongono la chiusura di bar e ristoranti già dalle ore 18. Misure introdotte con il DPCM del 25 ottobre 2020.

Ristori: via libera del governo

Firmato ieri sera il Decreto Ristori dal Consiglio dei ministri. Il Premier Conte ha detto che i Ristori arriveranno direttamente sui conti correnti dei contribuenti che li avevano già richiesti in precedenza. Un metodo già utilizzato e concreto che permette all’Agenzia delle entrate di inviare i soldi attraverso semplici bonifici, entro metà novembre.

Per gli altri a metà dicembre. Ha così assicurato il ministro Gualtieri, già in conferenza stampa sul nuovo DPCM. Via libera pertanto ai 5 miliardi di aiuti, per le catogorie colpite dal mini-lockdown. Ne usufruiranno, anche, le imprese con un fatturato superiore a 5 milioni di euro, per un tetto massimo di 150.000.

Le somme a fondo perduto sono destinate notevoli. Circa il 200% per ristoranti, cinema, palestre, teatri. Ed ancora il 150% per bar e pasticcerie e del 400% per le discoteche.

Ristori: le altre misure previste

E non finiscono qui gli aiuti. E’ prevsta la cancellazione della seconda rata IMU, il blocco sul pagamento delle imposte previse a novembre. Rimane la possibilità di utilizzo del credito di imposta sugli affitti commerciali. Ma arriva anche lo stop su pignoramenti e licenziamenti.

Anche le procedure di sfratto, anche ad uso abitativo, non potranno essere poste in essere per tutto il mese di dicembre 2020. Rimane anche a disposizione la Cassa integrazione per le aziende che la richiederanno. Si parla di altre sei settimane per i lavoratori regolarmente assunti. In alternativa sono previste 4 settimane per chi fa rientrare i dipendenti a lavoro.

Per gli stagionali e precari è previsto un contributo una tantum pari a mille euro. Contributi, anche per agenzie viaggi e tour operator e gli operatori annessi. Per i precari dello sport, invece, un contributo pari a 800 euro. Chi non rientra in quete categorie, può sempre richiedere due mensilitàdi reddito di emergenza.