Autore: B.A

Ristoratore suicida a Firenze, parla il fratello: “temeva di perdere il locale”

La crisi Covid, il lockdown e la paura di perdere tutto alla base del suicidio del ristoratore.

Luca si sarebbe ammazzato per paura di un nuovo lockdown, questo ciò che emerge dal caso del ristoratore di Firenze che si è tolto la vita. Al riguardo vanno registrate le parole del fratello della vittima, che spiega lo stato d’animo di Luca che lo ha portato al gesto estremo. Una situazione che non è rara di questi tempi e che può riguardare molte persone, soprattutto imprenditori a cui il Covid ha tolto reddito, utili e che rischia di togliere anche l’attività per cui magari da anni si sono fatti innumerevoli sacrifici. La situazione economica dei lavoratori autonomi è davvero delicata, ed anche le varie misure del governo, con bonus e indennizzi sono servite a poco. Il settore ristorazione poi, risulta uno dei più pesantemente colpiti dalla crisi economica.

Il fratello di Luca a cuore aperto

“Non ha retto all’incertezza del futuro, era diventato fragile e temeva di perdere il locale”, questo ciò che il fratello di Luca, il ristoratore di Firenze morto suicida, racconta. Da mesi, cioè dalla concessione delle riaperture del governo, Luca ogni giorno, attendeva sulla porta che i clienti tornassero a sedersi ai tavoli della sua trattoria, sita in prossimità di piazza Santa Croce, nel centro di Firenze.

Uno stato d’animo angosciato quello di Luca, che pare avesse problemi di sonno, dal momento che le paure per la sua attività lo portavano a non riuscire a prendere sonno. Una situazione appesantita anche dalle rate del mutuo da pagare e a un futuro senza più certezze. E Luca, un ristoratore fiorentino di 44 anni, ha deciso di farla finita. E si è suicidato nella sua trattoria, sabato scorso, in uno dei tanti sabati di agosto con Firenze vuota e desolata.

"Il problema non era pagare i debiti perché, quando uno fa un investimento e cerca di ampliare l’azienda e di stare meglio, non è questo il problema. Il problema è l’incertezza del futuro: non davano la certezza, si parlava di una nuova chiusura, di un nuovo lockdown, è questo che ha reso mio fratello fragile”, queste le parole di Marco, il fratello di Luca, che ha rilasciato una intervista all’emittente televisiva Italia 7.

“L’azienda era sanissima, un mese e mezzo prima del lockdown aveva acquistato il fondo con un leasing aziendale. Da quarant’anni si era abituati a pagare tutti, a pagare i debiti, a essere regolari, ma se poi ti dicono che con le chiusure dovete prendere un prestito e cavatevela da soli, bene, questa cosa ha tormentato, ha reso fragile una persona che non era abituata a fare i debiti”, queste le altre cose dette da Marco che in pratica accusa il governo di aver fatto poco.

Una città scossa dal gesto di Luca

La notizia del suicidio di Luca ha scosso la città, con Dario Nardella, sindaco di Firenze che ha voluto testimoniare la vicinanza alla famiglia, oltre che a promettere iniziative che facciano tornare il Centro di Firenze come era una volta, dal momento che la ripresa sembra ancora lontana.

L’imprenditore era molto conosciuto e apprezzato, e il fatto che la città sia scossa dipende anche dal fatto che il gesto di Luca apre al problema che stanno affrontando tanti esercenti del centro storico fiorentino che, negli ultimi mesi, si sono trovati a vivere una crisi senza precedenti. Con la pandemia, le piazze e le strade cittadine si sono improvvisamente svuotate e i turisti latitano.