Autore: Francesca Cavaleri

Tassazione

Risoluzione anticipata: come disdire la locazione prima della scadenza

Quando viene sottoscritto un contratto di locazione, le parti decidono tutte le condizioni da rispettare. Un elemento fondametale è la durata. Ma si può disdire un contratto prima della sua scadenza? Ecco la risposta.

Un contratto di locazione è un accordo tra due o più parti per il godimento di un bene, come una casa, dietro il pagamento di un canone. Un elemento fondamentale è la durata. Infatti, i contratti di locazione ad uso abitativo, di solito, hanno una durata di 4 anni, con possibilità di rinnovo dello stesso periodo.

Ma esistono anche durate differenti: tre anni con possibilità di rinnovo per il biennio successivo, annuali con possibilità di rinnovo di altri dodici mesi. Per i contratti di tipo commerciale, invece, la durata è di sei anni con rinnovo dello stesso periodo.

Risoluzione anticipata: cosa vuol dire?

Può succedere di essere in difficoltà nel pagare il canone di locazione e che quindi si possa scegliere di optare per una riduzione dell’affitto. Ma a volte le necessità possono portare il conduttore a richiedere la risoluzione anticipata del contratto. Ma è possibile? La risposta è semplice e prevede una semplice risposta: SI.

Basta che una parte comunichi all’altra, tramite una lettera raccomandata, la volontà di recedere dal contratto prima della scadenza. La comunicazione deve pervenire entro sei mesi dalla data prevista per la fine del contratto. Le parti però possono disporre diversamente questa tempistica.

Risoluzione anticipata: il recesso del conduttore

Secondo la legge, solo il conduttore ha la possibilità di recedere in qualsiasi momento dal contratto, dando il preavviso di sei mesi. Il conduttore può avvalersi così, della clausola di recesso convenzionale inserita nel contratto, ovvero in presenza di gravi motivi (ex art. 3, l. n. 431/1998). La clausola va espressamente scritta nella lettera di preavviso.

Il mancato preavviso può comportare il rinnovo del contratto alle stesse condizioni precedenti. Ma non solo, il conduttore dovrà versare ugualmente le sei mensilità di mancato preavviso. L’obbligo rimane anche se il conduttore avrà rilasciato l’immobile. Senza considerare il fatto, che potrebbero anche essere imputati costi, per il risarcimento del danno causato al locatore.

Risoluzione anticipata: il recesso del locatore

Il locatore può dare disdetta per finita locazione, inviando al conduttore una lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della scadenza. Il recesso del locatore può avvenire secondo alcuni casi espressi dalla legge. Ad esempio, il locatore intende destinare l’immobile ad uso abitativo del figlio, del coniuge o parenti fino al secondo grado. Ma anche nel caso di vendita ed il proprietario non ha altri immobili disponibili.

Risoluzione anticipata: gli adempimenti fiscali

La chiusura anticipata comporta delle spese da entrambe le parti. In merito alla caparra, le parti possono decidere che venga restituita. La caparra può essere trattenuta dal locatore, quando ci sono dei danni derivanti dalla locazione.

La risoluzione anticipata comporta il pagamento di una tassa pari a 67 euro. La tassa viene pagata attraverso il modello F24. All’Agenzia delle entrate deve essere presentato sia il modello pagato, ma anche il Modello Rli debitamente compilato.