Autore: Gian Marco Renzetti

Comune di Roma

3
Lug

Rifiuti Roma: per la Raggi si tratta di “crisi indotta” da logiche commerciali

Durante l’ultimo Consiglio d’Amministrazione di AMA, la società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti della capitale, emerge uno scenario drammatico: “la crisi dei rifiuti sarà superata solo a Natale”.

Mentre i cittadini romani continuano a protestare ogni giorno contro la dilagante emergenza rifiuti, dalla direzione AMA le notizie non sono affatto rassicuranti. Paolo Longoni, AD della società, tuona contro l’amministrazione sostenendo che l’evidenza di una falla nel sistema organizzativo e nel tessuto finanziario della società che non è mai stato adeguatamente sistemato dall’amministrazione del comune di Roma. In un recente post la sindaca Raggi affermava che la raccolta dei rifiuti stava per essere migliorata e risolta in poco tempo ma le cose non stanno così.

I TMB sono a regime ridotto

Per TMB si intende il trattamento meccanico biologico che separa i rifiuti differenziati per un più rapido ed efficiente smaltimento. Il rifiuto (indifferenziato) viene diviso in due componenti una organica – la quale viene impiegata come biocombustibile oppure impiegata in altri settori – e una componente di “rifiuto” cioè la parte da smaltire comunemente nelle discariche. Il problema dello smaltimento dei rifiuti di Roma deriva dal fatto che diversi stabilimenti stanno lavorando a regime ridotto: quello di Malagrotta, a causa di manutenzione, ha ridotto di 500 tonnellate la gestione dei rifiuti. Stessa cosa per il TMB di Aprilia, 1000 tonnellate non smaltite rispetto all’ordinario. Parte dei rifiuti quindi venivano portati in uno stabilimento abruzzese che però, oltre a terminare la collaborazione a fine luglio, ha rallentato lo smaltimento.

Il TMB di Frosinone è invece fermo per un guasto. Gli altri stabilimenti
di AMA e San Vittore sono rispettivamente rallentati per guasti all’impianto e mancanza di spazio. Numeri alla mano, sono 650 le tonnellate giornaliere che non hanno una destinazione e che, pertanto, invadono le strade della capitale provocando, oltre al fastidioso odore e allo smacco per la bellezza della città, anche un disgusto da parte dei turisti che non credevano che la situazione potesse essere così drammatica. Inoltre i rischi per la salute sono diversi: la città è banchetto di topi e gabbiani, per non parlare degli insetti, “provocando (complice il sole e il caldo) preoccupanti esposizioni legate all’accumulo di rifiuti urbani”; sono le parole dell’assessorato alla sanità del Lazio che mette in guardia bambini e malati.

L’accusa della Raggi

La sindaca di Roma parla di “crisi stabilita a tavolino” poiché, secondo le sue dichiarazioni, la disponibilità è sufficiente ma non viene destinata a Roma: “Gli impianti di smaltimento devono essere obbligati a ricevere la spazzatura di Roma fino al massimo della loro capienza”; queste le parole della sindaca che chiede in una
lettera al presidente Zingaretti di intervenire in merito all’emergenza rifiuti. La stessa lettera è stata inviata anche al presidente del Consiglio Conte. Nella risposta il presidente Zingaretti spiega che la collaborazione con il comune di Roma c’è ma non ci sono invece gli spazi di trasferimento dei rifiuti e, inoltre, emerge anche una criticità nella raccolta degli stessi. Per ora una soluzione all’emergenza rifiuti nella capitale non sembra essere vicina, intanto le proteste dei cittadini si fanno sempre più dure e crescono le “minacce” per il pagamento della TARI, la tassa sui rifiuti.
Per adesso rimane utile continuare a differenziare i prodotti nella speranza di ridurre così il livello di indifferenziata da smaltire.