Rifiutare vaccino AstraZeneca? Sileri risponde su cosa succede dopo

Rifiutare vaccino AstraZeneca? Sileri risponde su cosa succede dopo

Pierpaolo Sileri, sottosegretario del Ministero della Salute, nel corso di Un giorno da pecora ha spiegato cosa accade per chi si è prenotato per AstraZeneca

La ripresa della vaccinazione con AstraZeneca ha un punto di domanda. C’è il timore che i giorni di stop, prima del nuovo via libera dell’Ema, abbiano in qualche modo fatto venire meno la fiducia nel preparato da parte di una fetta di popolazione che era ed è pronta a riceverlo. Non esattamente una bella notizia se si considera che la vaccinazione è, al momento, davvero l’arma più efficace per vincere la sfida contro il Covid.

Vaccino AstraZeneca, il timore dei rifiuti

Proprio rispetto a questa eventualità si è espresso Pierpaolo Sileri. Il sottosegretario del Ministero della Salute è intervenuto nel corso della trasmissione di Radio Rai Un giorno da pecora. «Sono sicuro - ha detto - che qualcuno si rifiuterà di ricevere quel vaccino, purtroppo.»

Viene, però, automatico chiedersi cosa accadrà qualora un cittadino si rifiutasse davvero di ricevere il vaccino AstraZeneca. Un interrogativo che nasce spontaneo se si considera che oggi c’è necessità di vaccinare quanta più gente nel minor tempo possibile e, a fronte degli scettici o dei timorosi, sono tanti coloro i quali stanno aspettando il momento di essere vaccinati.

Rifiutare vaccino AstraZeneca? Cosa accade

Sileri, in particolare, ha parlato di due scenari possibili per i dubbiosi. Uno è che si presenti sul luogo dove dovrebbe avvenire la vaccinazione, parli con il medico e capisca la «bontà» del vaccino AstraZeneca. Qualora ciò non avvenisse o il soggetto prenotato non dovesse proprio presentarsi, si aprirebbe una nuova prospettiva.

«Se qualcuno - ha detto Sileri - non fa il vaccino dovrà riprentorarlo, ma passerà in coda.» Rispondendo a precisa domanda su cosa intendesse, ha replicato: «In coda alla sua categoria. Noi dobbiamo andare avanti con la vaccinazione, non vi è obbligatorietà. C’è la forte raccomandazione, però è chiaro che noi dobbiamo vaccinare quanta più gente possibile.»

«Se è - ha aggiunto - un motivo di paura in questo momento non suffragato da quelli che sono i dati, purtroppo per lui o per lei si passa al prossimo». «La paura - ha proseguito Sileri - è sempre legittima. È compito nostro spiegare, è un diritto avere spiegazioni da parte del soggetto che riceve la vaccinazione».

Vaccino AstraZeneca, i numeri parlano chiaro

Il sottosegretario Pierpaolo Sileri, oltre che senatore del Movimento 5 Stelle, è anche chirurgo. E la sua tesi sui timori trova una spiegazione in una metafora significativa. «È come - ha detto - quando fai un intervento chirurgico ad una persona, gli spieghi quali sono i benefici e i contro. Tutti hanno paura dell’intervento chirurgico, anch’io avrei paura. Però poi affronto quello che devo affrontare con il medico che mi sta davanti».

Tuttavia, il più semplice dei modi per chiarire la sicurezza del vaccino di AstraZeneca è parlare attraverso i dati. «Se io - ha detto - non faccio 50.000 dosi di AstraZeneca, 500 persone di quelle persone nel caso in cui dovessero incontrare il virus potrebbero infettarsi in forma grave e una parte di esse andare incontro a morte. I vantaggi del vaccino, in questo momento, sono innegabilmente molto superiori rispetto ad eventuali eventi avversi che per altro sono minori: dolori al braccio, mal di testa e un po’ di febbre».

Sintomi lievi che nulla hanno a che fare con gli eventi gravi che hanno portato anche a morti. Casi rarissimi a fronte di decine di milioni di vaccinazioni e per la quale al momento c’è la sola certezza della correlazione temporale. «Quei casi - ha detto Sileri - che sono stati descritti sono 30 e verosimilmente tutti non legati al vaccino».