Autore: Francesca Cavaleri

Agevolazioni fiscali

Riduzione affitto: pochi passi per richiederla

E’ possibile richiedere una riduzione del canone di affitto, dovuta alle difficoltà prodotte dalla pandemia da Covd-19. Grazie a queste misure, gli inquilini in difficoltà possono accordarsi con i proprietari per venirsi incontro.

La pandemia da Covid-19, ha messo in ginocchio l’intero sistema economico. E le aziende di alcuni settori, in particolare, hanno sofferto più di altre. Di conseguenza, anche i lavoratori hanno dovuto sopportare la situazione. Magari avendo difficoltà a pagare i canoni di locazione. E quindi come fare? Da una parte i proprietari che vorrebbero riscuotere le loro locazioni. Dall’altra gli inquilini che a volte, non si sono trovati nelle condizioni di onorare i propri impegni. E questa situazione riguarda molti contratti, ad uso abitativo, commerciale e concordati.

Riduzione affitto: l’accordo tra le parti

Quando ci sono difficoltà all’interno di un contratto di locazione, il consiglio è sempre quello ti trovare un accordo che soddisfi le parti. In modo particolare, quando ci sono delle comprovate dimostrazioni di difficoltà. Il discorso è divenuto quanto mai attuale a causa delle difficoltà economiche da Covid-19.

Ma una cosa importantissima è che: la giusta registrazione di tale accordo, permette al proprietario di risparmiare sulle tasse. Tasse che se fossero a pieno regime, produrrebbero un doppio danno al proprietario. Infatti, quest’ultimo si troverebbe a pagare le proprie imposte totali e nel frattempo a non ricevere l’introito derivante dalla locazione.

Riduzione affitto: cambia il canone, ma si mantiene la scadenza

Quando si stipula un contratto di locazione, una delle clausole che non può mancare è l’inserimento della durata. Ad esempio, un contratto che dura 4 anni più 4, un contratto annuale, transitorio, in tutti c’è specificata la scadenza. Quando vi è una riduzione del canone di locazione, rimane immutata la data. Ciòè, se da un lato effettivamente il conduttore paga meno, dall’altro rimane uguale il periodo di validità dell’accordo primario.

In particolare, la Cassazione, si è pronunciata in merito, dicendo che la riduzione del canone di locazione, NON fa mutare tutte le altre clausole contrattuali. La rinegoziazione del prezzo quindi, è possibile, ma deve essere opportunamente registrato presso l’Agenzia delle entrate.

Riduzione affitto: come fare?

Per la rinegoziazione del canone di locazione occorre presentare il Modello Rli. Il modello per la «Richiesta di registrazione e adempimenti successivi»- contratti di locazione e affitto di immobili" ed i software applicativi collegati, servono ad agevolare la riduzione.

Questo quindi prevede la possibilità di effettuare l’adempimento tramite il modello RLI da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia. Ma anche presentandosi allo sportello, dopo essersi prenotati. Sul sito dell’Ade sono indicati tutti gli uffici competenti per territorio. L’agenzia è contattabile chiamando il numero verde 800.90.96.96 da telefono fisso, oppure lo 06/96.66.89.07 da cellulare. Rimane possibile anche l’invio tramite mail o Pec, consultabile sul sito.

Ultimi elementi da considerare

La comunicazione dell’accordo di riduzione non è sottoposto nè ad imposta di bollo, nè a quella di registro. Inoltre, tale comunicazione deve pervenire all’agenzia, entro 20 giorni, dalla stipula. Oltre all’Rli va anche compilato, in tutte le sue parti, il modello 69, scaricabile online. Ad esclusione della parte iniziale, che va compilata dall’ufficio. Non possono mancare i documenti personali del proprietario. In merito alla dichiarazione dei redditi, questi vanno ricalcolati prima di disporre il pagamento delle imposte dovute.