Riaperture ristoranti la sera, Bonaccini: «Proposta di Salvini ragionevole»

Il governatore Pd dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenze delle Regioni ha spiegato che dove i rischi sono contenuti si può pensare di riaprire con protocolli più stringenti e controlli serrati.

La riapertura dei ristoranti a sera è un tema molto attuale. Mancano ormai pochi giorni al momento in cui si dovranno determinare le regole del nuovo Dpcm. Quello attualmente in vigore è in scadenza il prossimo 5 marzo. Tuttavia, considerata la volontà del governo presieduto da Mario Draghi di dare comunicazioni delle misure con anticipo, c’è la sensazione che le prime notizie si avranno già nel fine settimana.

Per prima cosa bisognerà capire se si manterranno le regole basate sui colori in base al livello epidemiologico. L’orientamento sembra essere questo. E da tempo c’è un dibattito relativo alla possibilità che i ristoranti, almeno in zona gialla, possano aprire oltre le 18, accogliendo i propri clienti fino al momento in cui scatta il coprifuoco (che dovrebbe essere mantenuto).

Riaperture ristoranti la sera, le ragioni del Sì

La base del ragionamento è che avere poche persone sedute attorno ad un tavolo, in un ambiente dove si è obbligati a rispettare tutte le regole, potrebbe essere più sicuro di qualsiasi altra soluzione per i cittadini che, almeno in zona gialla ed in arancione, potrebbero ritrovarsi in altre situazioni più pericolose.

Nel mese di febbraio il Cts ha provveduto a elaborare quelli che sarebbero potuti essere i protocolli per aprire i ristoranti la sera in giallo e in arancione a pranzo (attualmente lavorano, come in rosso, solo per asporto e consegna a domicilio). Un’azione a cui aveva seguito il monito sui possibili rischi derivanti da un’apertura di questo genere e la delega ad ogni decisione alla politica.

L’Anci aveva chiesto al governo l’apertura serale dei ristoranti, proprio per evitare la creazione di scenari più rischiosi e poco controllabili come gli assembramenti per le strade.

Ristoranti aperti la sera, Salvini dalla parte dell’Anci

Subito si è schierato dalla stessa parte Matteo Salvini. «D’accordo - ha scritto il leghista su Twitter - con i Sindaci e con l’Anci: dove la situazione sanitaria è sotto controllo, e rispettando i protocolli di sicurezza, i ristoranti devono poter lavorare anche la sera. Se la legge permette di pranzare in tranquillità e sicurezza alle 13 deve permetterlo anche alle 20».

Sulla stessa lunghezza d’onda il governatore della Lombardia Attilio Fontana in un’intervista a Repubblica nell’edizione del 23 febbraio «Molto meglio - ha detto - quattro persone che cenano al ristorante sedute a un tavolo distanziate, che gli assembramenti che abbiamo visto domenica davanti allo stadio di San Siro o la sera fuori dai bar. La gente comincia ad essere esasperata. E poi finisce che magari a tavola a casa si trovano in ventiquattro. Meglio dare un po’ di libertà controllata che regole rigide che vengono violate senza che nessuno intervenga».

Il governatore della Liguria Giovanni Toti, invece, aveva anche ipotizzato di iniziare a ragionare sui volumi di capienza. «Faccio - ha detto il governatore ligure partecipando alla trasmissione Rai Agorà - l’esempio più banale del mondo: ristorante che in zona gialla ha 50 coperti e una distanza di un metro tra un cliente e l ’altro, in zona arancione ha 25 coperti e una distanza di due metri da un cliente e l’altro. Che vuol dire rarefare i contatti sociali, vuole dire aumentare la distanza sociale».

Aperture ristoranti a sera, l’opinione di Bonaccini

E a manifestarsi possibilista rispetto a questa eventualità è anche il governatore Stefano Bonaccini. Il presidente dell’Emilia Romagna ne ha parlato nel corso della trasmissione L’aria che tira di La 7 di cui è stato ospite. L’esponente del Pd (quindi di lato politico opposto di Salvini) e presidente della Conferenza delle Regioni è stato chiaro: «La cosa che ha detto Salvini sui ristoranti aperti anche la sera laddove ci sono territori che non abbiano troppi rischi di contagio, con magari restrizioni magari più robuste di oggi, è ragionevole».

Un punto di vista espresso puntualizzando, però, come si tratterebbe di un orizzonte possibile solo «laddove - ha precisato Bonaccini - le cose che vanno in maniera migliore, si può ragionare con controlli più serrati».

Riapertura serale ristoranti, si attende il nuovo Dpcm

Parole che, in qualche modo, lasciano intendere che un allentamento di questo genere sarebbe ipotizzabile per la zona gialla e poco altro. Un punto da non trascurare che l’eventuale impatto negativo delle varianti potrebbe, in qualche modo, far cambiare colore (come è già accaduto) a diverse regioni. Alcuni territori sono, inoltre, già diventati zona rossa.

Tuttavia, l’ultima parola spetterà al governo Draghi. L’esecutivo, al momento, ha scelto la linea della prudenza e sembra instradato verso quel tipo di approccio. Tuttavia, non è detto che aprire i ristoranti sia più rischioso ai fini del contagio di quanto, ad esempio, accada qualora restino chiusi e questo generi situazioni meno sicure. Si attendono le valutazioni e le decisioni in merito.