Riaperture palestre, bar e ristoranti la sera: la situazione in attesa del governo Draghi

Riaperture palestre, bar e ristoranti la sera: la situazione in attesa del governo Draghi

Ad oggi si resta nel campo delle ipotesi, il Dpcm in vigore scade il prossimo 5 marzo

Quando riapriranno le palestre? Quando bar e ristoranti potranno avere aperture sera? Sono domande particolarmente attuali, se si considera che si parla di settori economici che hanno una certa rilevanza e che sono stati messi in ginocchio dalle norme necessarie per contenere il contagio da coronavirus.

Le risposte, però, non possono essere ancora precise, tenuto conto che sul futuro andranno incidere molteplici aspetti. E, ad oggi, la parola più ricorrente rispetto agli approfondimenti sul tema riaperture è «ipotesi». Segno che c’è ancora da attendere prima di poter individuare la via che si sceglierà di intraprendere a livello governativo.

Nuovo Dpcm? Non è detto

Il primo punto da cui partire è la situazione attuale a livello ufficiale. Al momento c’è in vigore un Dpcm che resterà valido fino al prossimo 5 marzo. Le norme sono quelle note. Le palestre restano chiuse, a meno che non si arrivi in zona bianca. Una dimensione in cui si entra solo nel momento in cui la regione di appartenenza arriva a 50 casi per 100.000 abitanti.

Un orizzonte lontano per buona parte del Paese. Bar e ristoranti, invece, possono aprire dalle 5 alle 18 in zona gialla, mentre operano per asporto e consegna a domicilio in rosso ed arancione.

Ad oggi non si sa ancora se il governo presieduto da Mario Draghi continuerà ad operare usando lo strumento dei Dpcm. Sta, infatti, iniziando a farsi strada l’ipotesi che il premier possa delegare aperture e chiusure per decreto ai suoi ministri.

Il dato di fatto è che il governo è cambiato. È sostenuto da una maggioranza politica dove non mancano forze che spingono affinché si possano aprire quante più attività possibili. A patto che, ovviamente, ci siano le condizioni per farlo in sicurezza.

Riaperture palestre, bar e ristoranti la sera: il punto della situazione

Indipendentemente da quello che potrà essere il ruolo autorevole di Mario Draghi o le pressioni di alcune forze politiche c’è da tenere presente che c’è il timore che possano entrare in gioco le varianti.

Ed è per questo il motivo per il quale l’idea di aperture considerevoli o addirittura totali risulta al momento improbabile. Sono, tra l’altro, passati solo pochi giorni da quando si è scelto di bloccare le piste da sci che sarebbero dovute ripartire lo scorso 15 febbraio.

Si può, però, iniziare ad ipotizzare soluzioni che in un certo senso possano rappresentare dei compromessi sicuri o con il rischio minimo. Si viaggia, ad esempio, verso zone rosse locali per tutte quelle aree dove dovessero registrarsi circolazioni rilevanti di quelle che sono le varianti.

Tra le previsioni relative alle possibili strategie di contrasto alla diffusione di virus e/o eventuali varianti non manca chi avanza l’ipotesi che possano essere abbassate le soglie dei parametri affinché si possa essere in zona gialla, arancione o rossa.

Riaperture: nessuna voce ufficiale al momento

Tuttavia, il governo sarà chiamato a pronunciarsi rispetto alla possibilità che bar e ristoranti possano riaprire la sera (entro le 22 e prima del coprifuoco) in fascia gialla e a pranzo in arancione. L’esecutivo dovrà anche valutare se dare il via libera alla riapertura di palestre e piscine, ma anche di cinema e teatri.

Con parametri più restrittivi relative alle zone si potrebbe anche iniziare ad immaginare un’apertura nelle zone meno a rischio. In sostanza sarebbe più difficile essere "zona gialla", ma essendolo ci potrebbe essere qualche allentamento relativo ad alcune attività.

Quest’ultime, ovviamente, potrebbero aprire solo con l’obbligo di rispettare tutti e le regole necessarie. In alcuni casi, come per bar, ristoranti e palestre, è già stato approvato un protocollo in grado di contenere i rischi.

Tecnici e scienziati, pur stabilendo le possibili linee guida da seguire, delegano la decisione alla politica. E l’apertura di ogni categoria potrebbe essere comunque subordinata ad una valutazione specifica.

Si potrebbe, ad esempio, pensare che un cinema con ingressi contingentati ed un livello di occupazione molto inferiore alla capienza massima, potrebbe essere più sicuro di altri possibili scenari candidati alla riapertura. Tuttavia, ad oggi soluzione che viene prospettata va considerata ipotesi.

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