Riaperture bar e ristoranti, Bassetti: «Meglio ristorante controllato che casa dove ordino 20 pizze»

Matteo Bassetti è intervenuto nel corso della trasmissione Coffee Break di La 7 parlando di riaperture.

Il 30 aprile è la data in cui il nuovo decreto, in vigore dal 12, andrà in scadenza. Questo renderà necessario un nuovo provvedimento che regoli le disposizioni per il mese di maggio. E c’è un tema che resta particolarmente caldo: quello delle riaperture.

Aperture bar e ristoranti: gli scenari

C’è, comunque, qualche speranza che i numeri dei prossimi giorni possano, in qualche modo, far sì che il check di metà mese possa portare, ad esempio, ad un ripristino delle zone gialle già entro la fine di aprile.

Questo, in teoria, rendere possibile l’apertura di bar e ristoranti, seppur con le limitazioni che, al momento, si conoscevano per le regioni in fascia gialla.

Le riaperture restano un tema da maneggiare con cura. C’è una certa sofferenza sociale per tutte quelle attività che sono ormai allo stremo per effetto di un anno di operatività a singhiozzo e chiusure forzate per ragioni epidemiologiche.

Covid: Bassetti parla di possibili riaperture

E, a proposito di prospettive, è lecito immaginare che maggio possa essere un mese di svolta. Nel corso della trasmissione di La 7 Coffee Break è intervenuto il professor Matteo Bassetti. Il direttore delle Malattie Infettive del San Martino di Genova ha precisato come, a suo avviso, serva cautela nelle politiche da mettere in atto, ma allo stesso tempo ha segnalato una necessità chiara.

«Bisogna - ha evidenziato - dare dei segnali» , specificando l’opportunità di «almeno iniziare a pensare ad una possibile data in cui ci sia un cambio di passo anche sulle riaperture».

Bassetti da un lato ha sottolineato come comunque ci siano stati paesi che nell’ultimo periodo hanno vissuto chiusure più estese di quelle italiane, ma non ha mancato di evidenziare come in Italia alcune attività «probabilmente avrebbero potuto anche essere regolamentate in maniera diversa. Io parlo soprattutto di alcune attività commerciali: ristoranti e bar.»

Riaperture bar e ristoranti, il punto di vista di Bassetti

«Io - ha evidenziato - purtroppo devo dire, che nonostante la chiusura dei ristoranti e dei bar non ho visto un impatto così significativo sulla riduzione dei contagi. Il che vuol dire che è verosimile che quelle persone che prima andavano al ristorante oggi si riuniscano in casa loro o lo facciano magari in luoghi non controllati».

«Io - ha puntualizzato - preferisco un ristorante controllato con delle rigide misure che tutti devono rispettare piuttosto che la casa dove ordino venti pizze o la piazza dove prendo l’aperitivo incontrollatamente».

«Questo - ha proseguito - è un punto che va affrontato altrimenti finiamo nella solita ipocrisia italiana: chiudiamo i ristoranti e lasciamo libere le persone di fare ciò che vogliono in maniera incontrollata. Spero e mi auguro che anche su questo ci sia un cambio di visione e non come sempre una contrapposizione tra un mondo e l’altro».

«Ovviamente - ha precisato - non è che possiamo girare l’interruttore e dire da domani si torna come si faceva nell’ottobre del 2019». Chiaro il riferimento alla necessità che ogni riapertura sarebbe comunque subordinata alla necessità di rispettare precisi protocolli anti-Covid.