Autore: Pasquale De Marte

Mario Draghi - Matteo Salvini

Riaperture attività, incontro Salvini-Draghi: «Stessa linea su ritorno alla vita dove la situazione lo permetta»

Il leader della Lega ha detto che in un incontro con Mario Draghi si è parlato anche di riaperture. Si attende, inoltre, un nuovo Dpcm prima della scadenza del 5 marzo.

La proroga del blocco agli spostamenti è stata una sorta di antipasto in vista del nuovo Dpcm. Ammesso, ovviamente, che Mario Draghi scelga di avvalersi ancora di questo strumento per determinare le nuove restrizioni per arginare la diffusione coronavirus. C’è, però, attesa di capire quale sarà l’orientamento definitivo del governo in relazione a ciò che potrà accadere alla scadenza delle norme, prevista per il prossimo 5 marzo.

Tra i gli obiettivi prefissati dall’esecutivo presieduto dal nuovo premier c’è quello di dare comunicazioni tempestive e che non si caratterizzino per decisioni dell’ultimo minuto. Dando uno sguardo al calendario, però, si evince come è ragionevole credere che già entro questo fine settimana si potrebbero avere novità.

L’ipotesi più accreditata volge verso un mantenimento della strategia a colori per fronteggiare il virus. Ci saranno le zone rosse per andare a limitare l’eventuale comparsa di focolai preoccupanti riconducibili a varianti.

Potrebbero essere individuati nuovi parametri per regolare le chiusure, ma c’è un altro punto su cui c’è curiosità di capire quale sarà la strategia. Il riferimento va, ovviamente alla questione riaperture. Termine generico con cui si individuano, ad esempio, i ristoranti la sera, la palestre, le piscine, i teatri. Il riferimento va, ovviamente, soprattutto alle zone gialle.

Nuovo Dpcm, emergenza sanitaria ed economica

I settori sono in attesa di conoscere il loro futuro, considerato il loro già essere “in ginocchio” per via delle chiusure dalla necessità di contenere la diffusione del virus. Riaprire con nuovi protocolli (magari più stringenti) è un orizzonte in cui sperano. Anche perché nella nuova maggioranza ci sono forze politiche che spingono versa questa direzione, a patto che ovviamente tutto possa avvenire in sicurezza.

Tra queste c’è sicuramente la Lega. Matteo Salvini ha incontrato nella mattinata di martedì 23 febbraio Mario Draghi. Proprio il premier, con la sua autorevolezza, dovrà fare da sintesi tra il parere di scienziati che non vedrebbero di buon occhio possibili riaperture e le volontà non sempre convergenti in seno al suo governo.

Riaperture: le opinioni in contrapposizione

Le posizioni sono essenzialmente due. C’è chi, dove le condizioni epidemiologiche consentirebbero di farlo in sicurezza, chiede di aprire subito quanto più possibile. E chi, invece, ritiene che aprire oggi corrisponderebbe ad aggravare la situazione per effetto delle varianti, complicando ulteriormente la situazione per un eventuale futuro.

È stato proprio Salvini a citare «riaperture, salute e lavoro» tre i temi dell’incontro con il presidente del Consiglio quando ha raccontato il confronto. «Sono contento - ha detto Salvini - che anche sindaci e governatori di tutti i colori politici convengano con me che se puoi pranzare in tranquillità e a distanza, puoi anche cenare in tranquillità e a distanza».

Riaperture attività, Salvini ha raccontato l’incontro con Draghi

Salvini ha poi elencato altre linee strategiche a suo avviso da adottare: «La riapertura degli enti culturali, teatri, cinema, delle realtà sportiva, delle palestre delle piscine. E laddove serve perché la situazione sanitaria è preoccupante interventi mirati, penso ad esempio alla provincia di Brescia o ad alcune altre province in giro per l’Italia senza lockdown nazionali o chiusure nazionali o paure nazionali».

«Laddove - ha aggiunto - c’è un problema a livello locale, si interviene a livello locale. Rimborsi immediati e riapertura di tutte le attività laddove sia possibile». Dichiarazioni quelle del leader della Lega che, naturalmente, parlano di una possibile ripartenza di molti settori solo dove il quadro epidemiologico non sia allarmante.

Quando gli è stato chiesto se il premier fosse d’accordo con lui, Salvini ha replicato: «Non parlo a nome di Draghi, però sul ritorno alla vita laddove la situazione lo permetta siamo assolutamente sulla stessa linea». Resta da capire, però, quanto questa convergenza sui temi si tradurrà in restrizioni che possano offrire, quantomeno al più presto, lo spazio per ripartire alle attività citate da Matteo Salvini.

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