Riaperture, Sileri: «È dal 5 ottobre che dico che bar e ristoranti possono riaprire in sicurezza, per palestre aspetterei»

Riaperture, Sileri: «È dal 5 ottobre che dico che bar e ristoranti possono riaprire in sicurezza, per palestre aspetterei»

Governo Draghi, coronavirus e questione riaperture: tanti i temi affrontati dal vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri in un’intervista rilasciata a Libero

Presto Pierpaolo Sileri tornerà a fare il chirurgo. Un desiderio, una passione ed una professione che sono state una scelta di vita. Sacrificate, al momento, in nome della volontà di spendersi per il Paese.

La pandemia da coronavirus lo ha reso più noto di quanto, in genere, un vice ministro della Salute in genere arrivi ad essere. Ma, probabilmente, è un merito che va ascritto alla sua figura. Sempre in prima linea, sempre a metterci la faccia davanti a milioni di telespettatori.

Con l’arrivo di Mario Draghi al governo e la caduta del Conte-bis il suo destino, come membro dell’esecutivo, è ancora tutto da valutare. Nella giornata di lunedì ha rilasciato una lunga intervista a Libero in cui è arrivato a toccare diversi temi. Dalle possibili strategie del nuovo esecutivo sulla sanità alla questione riaperture.

Governo Draghi, il toto-ministri è iniziato

Pierpaolo Sileri è stato, in questi mesi difficili, il vice di Roberto Speranza. Un politico a capo del Ministero della Salute. Il governo di Mario Draghi potrebbe essere un mix tra tecnici e politici.

Si ragiona dell’opportunità che, in una fase come quella attuale, al timone di quel dicastero possa finirci qualcuno che fa il medico di professionale. Una possibilità che, secondo Sileri, è meno automatica di quel che si pensi.

“E quale medico?". È l’interrogativo sollevato dall’esponente del governo in risposta alla possibilità che mettere un «camice bianco» al timone del Ministero della salute possa essere la soluzione migliore per il momento attuale. "Un virologo, un immunologo, un esperto in economia sanitaria, un direttore generale. Se si inizia con questo ragionamento - ha evidenziato - non se ne esce più”.

“Il punto principale - ha specificato il vice ministro - non è se il ministro è un medico o no, ma che tutta la sanità pubblica sia gestita con i criteri del merito e della trasparenza, dal centro alla periferia. il che non è”.

Il vice ministro della Salute uscente ha sottolineato come la sua professione lo porti nelle condizioni di sapere che sua decisione firmata finisce per arrivare “al letto di un ospedale”, con “la sofferenza di un malato”. “In troppi - ha evidenziato - nell’amministrazione sanitaria non hanno questo sguardo”.

Chiamato a rispondere su cosa direbbe a Mario Draghi, ha ammesso. “Gli direi che servono dieci miliardi in quattro anni per cambiare il paradigma dell’assistenza sanitaria agli anziani”.

Incalzato su possibili altre richieste ha parlato della necessità di “aumentare il numero dei medici”, magari risolvendo il problema dell’imbuto formativo relativo alle scuole di specializzazione. Ma anche della possibilità dell’introduzione di una “camera di compensazione che riduca il contenzioso medico-legale”.

Una proposta, quest’ultima, basata sul fatto che il 95% delle cause contro i medici verrebbero archiviate. Il vice ministro ha anche posto l’accento sul fatto che questo potrebbe comportare un sensibile risparmio determinato dal fatto che, al momento, negli ospedali si fanno esami «costosi e inutili» per tutelare in un’eventuale sede legale i medici.

Coronavirus e vaccino, gli scenari delineati da Sileri

Sileri, tra i tanti temi affrontati, ha anche ammesso di avere la speranza che «giugno» potrebbe essere il momento in cui si tornerà a vivere in modo quasi «normale». Una previsione ha affiancato l’indicazione di volgere lo sguardo ad Israele.

«La profilassi di massa ha praticamente azzerato i decessi» ha evidenziato il vice ministro in relazione al paese mediorientale, dove la percentuale dei vaccinati è tra le più alte a livello internazionale.

Riaperture bar, ristoranti e palestre: il pensiero di Sileri

L’esponente dell’esecutivo ha fatto capire di aspettarsi una terza ondata, ma che la si potrà controllare senza dover ricorrere a chiusure. E sulle riaperture: «Io è dal 5 ottobre che dico che ristoranti e bar possono riaprire in sicurezza. Anche i cinema e i teatri, con meno posti e distanziamento potrebbero farlo».

Chiaro che si tratta di uno scenario, quello descritto dall’esponente del governo, in cui continuerà ad essere necessario rispettare le norme anti-contagio, avendo contezza, come lui stesso ha detto, di essere «sempre pronti ad un passo indietro se necessario».

Al momento bar e ristoranti sono aperti solo in zona gialla dalle 5 alle 18, mentre in arancione e rosso è consentito solo l’asporto e la consegna a domicilio. Negli ultimi giorni si è iniziata ad ipotizzare un’apertura serale in giallo e a pranzo nelle zone in arancio.

Toccherà, comunque, alla politica scegliere se aprire o meno come nei termini descritti. Anche perché, seppur «calcolato» si tratta comunque di un rischio. Sileri ha, inoltre, manifestato il suo punto di vista su un altro settore penalizzato dalle norme anti-contagio. «Per quanto riguarda le palestre, aspetterei, è più difficile - ha chiosato - aprirle in sicurezza».

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