Riaperture 26 aprile, Zaia: «Un conto posizioni accademiche, un altro la vita vera»

Riaperture 26 aprile, Zaia: «Un conto posizioni accademiche, un altro la vita vera»

Il governatore del Veneto Luca Zaia, in un’intervista rilasciata a Repubblica ha parlato anche della linea che sarà seguita dal nuovo decreto.

Una linea di riaperture a partire dal 26 aprile che riguarderà le attività all’aperto dove i livelli di contagio lo consentono.

È più o meno questo ciò che verrà fuori dal nuovo decreto che sarà firmato la prossima settimana da Mario Draghi e che, nel frattempo, ha già annunciato alcuni punti cardine delle novità.

A parlare dei prossimi scenari c’è stato anche Luca Zaia. Il governatore del Veneto, in un’ampia intervista rilasciata a La Stampa (edizione 17 aprlle), ha espresso il suo punto di vista.

Riaperture 26 aprile, Zaia approva la linea Draghi

Luca Zaia ritiene che la scelta di intraprendere una politica di riaperture a partire dal 26 aprile rappresenti «un’ottima decisione». «I fatti - ha aggiunto - ci dicono che abbiamo lo stesso numero di pazienti del marzo 2020 quando c’era il lockdown, mentre adesso le fabbriche sono tutte aperte e le strade piene di gente. Le zone rosse ormai esistono solo sulla carta. E poi siamo diversi anche noi».

Un pensiero quello relativo all’approvazione della linea Draghi che, come lo stesso governatore ha chiarito, nasce anche da punti che segnano un cambiamento tangibile rispetto alla situazione di un anno fa.

Zaia cita, ad esempio, il fatto che oggi ci sia una conoscenza del «nemico», ma anche una capacità doppia della ricettività delle terapie intensive e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Zaia fa anche riferimento agli «anticorpi monoclonali» e «protocolli di cura innovativi».

Senza dimenticare ovviamente l’avanzata della campagna vaccinale, tant’è che il governatore ha sottolineato come in Veneto si aspetti che ci siano l’80% di malati in meno sulla base dell’avvenuto completamento delle immunizzazioni nelle strutture sanitarie, nelle case di riposo e in fasce anagrafiche come gli over 80. A cui si aggiungono il 70% degli over 70.

Riaperture 26 aprile, l’importanza della responsabilità individuale

Ciò che emerge dalle parole di Luca Zaia è che adesso ci sono molti più strumenti per combattere una guerra contro il Covid. «Se aspettassimo - ha evidenziato - la scomparsa del virus, resteremmo chiusi per i prossimi decenni. Adesso inizia la fase della convivenza». Non sarà un liberi tutti. Il Covid c’è, la sua diffusione va contenuta e con una circolazione più libera molto dipenderà dal singolo.

«La responsabilità collettiva imposta dall’alto - ha precisato Zaia - diventa responsabilità individuale di ognuno. Quindi non è la festa della Liberazione. Non è finita, non abbassiamo la guardia e ricordiamo che gli studi scientifici dimostrano che mascherina, distanziamento e lavaggio frequente delle mani ’valgono’ quanto un lockdown. Però diciamolo: se l’11 giugno, allo stadio di Roma, si giocherà davanti a 25mila spettatori, tenere chiuso tutto il resto avrebbe gridato vendetta».

Riaperture 26 aprile, non mancano scienziati in disaccordo

I numeri dei contagi, dei morti e delle ospedalizzazioni, seppur in miglioramento, sono ancora alti. Non è un caso che non sono mancati gli scienziati che hanno espresso riserve rispetto all possibilità di riaprire il 26 aprile.

«Rispetto - ha detto Zaia - le opinioni di tutti, ma un conto sono le posizioni accademiche e un altro la vita vera. La sicurezza totale davanti a un virus sarebbe quella di chiudere tutti in casa a tempo indeterminato, ma è pura utopia nella realtà, semplicemente, non è possibile. Ai virologi vorrei ricordare che anche chi sa nuotare può annegare. Sulle strisce pedonali non ci sarà mai la sicurezza assoluta di non essere investiti. Ma non è che per questo smettiamo di attraversare la strada».