Riaperture: 20 aprile, maggio e 2 giugno, il punto sulle date

Riaperture: 20 aprile, maggio e 2 giugno, il punto sulle date

Alle date di cui si dibatte da giorni come ipotetiche scadenze per le riaperture, se ne aggiunge una terza citata dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia nel corso di Omnibus che ha parlato della necessità di dare date per tempo ad alcuni settori.

Il nuovo decreto con le misure anti-Covid del governo Draghi è in vigore dal 7 aprile e lo sarà fino al 30. Si dibatte attorno alla possibilità che il check previsto di metà mese possa, in qualche modo, rendere plausibile un allentamento prima di fine mese. Tant’è che la data del 20 aprile viene vista come una possibile scadenza utile a ripristinare quantomeno le zone gialle. Ipotesi che potrebbe, tuttavia, trovare riscontro con maggiore probabilità nel mese di maggio.

Riaperture aprile o maggio, molto dipenderà dai dati

Non è un mistero che all’interno del governo ci siano forze politiche che spingono affinché si dia vita quantomeno ad una programmazione delle riaperture, con particolare riferimento alle attività economiche. Qualcosa che vada oltre l’alternanza dei colori e la necessità di serrare le fila per un periodo che è già stato ribattezzato «ultimo sforzo» o «ultimo miglio».

Il riferimento va, ovviamente, alla Lega di Matteo Salvini. Il Carroccio fa parte della maggioranza che sostiene Mario Draghi e occupa, all’interno delle governo, una casella chiave legata a doppio filo all’idea di «riaperture» e ripartenze.

Si parla del ministero del Turismo dove c’è il ministro Massimo Garavaglia. Quest’ultimo, intervenendo nel corso della trasmissione Omnibus di La 7, ha chiarito alcuni punti della situazione ponendo il proprio focus su attività che necessitano di un calendario di riaperture comunicato con preavviso per poter organizzare il proprio lavoro.

Riaperture: il paragone con la Safety Car

Chi segue la Formula 1 sa che quando c’è un incidente entra in pista un’auto che, in attesa dello sgombero del tracciato di detriti o altri possibili criticità, prende la testa del gruppo delle auto e detta l’andatura (lenta) di tutte le monoposto. Ed è la metafora che Massimo Garavaglia usa per questo momento in cui il Covid rallenta tutto a livello internazionale.

«Appena - ha evidenziato - va via la Safety Car chi parte più veloce, vince. Noi abbiamo bisogno di programmare per essere veloci, altrimenti gli altri ci fregano». Le criticità principali secondo il ministro riguardano quelle attività che, a differenza di altre, necessitano di una programmazione per poter ripartire con efficacia.

L’esempio fatto è quello di un grande albergo che deve organizzare assunzioni, strutturare il proprio lavoro e altre situazioni che non possono essere disposte dall’oggi al domani. Per farsi trovare pronti occorre valutare i dati e prevedere quando si potrà dare il via libera. «È - ha detto Garavaglia - questione di programmazione, verifica e monitoraggio costante».

«In Francia - ha proseguito il ministro - dicono il 14 luglio, è la festa nazionale. Negli Stati Uniti il 4 luglio. Noi c’abbiamo il 2 giugno, è un po’ prima. Potrebbe essere una data. Il tema è di programmazione e monitoraggio. La programmazione è fondamentale».

Una scadenza che potrebbe diventare sufficientemente distante per avere una campagna vaccinale progredita in maniera efficace fino ad alleggerire in maniera considerevole la pressione sui sistemi sanitari e magari ad aspirare ad aperture tali da ripristinare una normalità che, secondo alcuni, si potrebbe già intravedere a maggio con il ritorno delle zone gialle e magari qualche apertura in più.

Riaperture, il 2 giugno come data per riaperture da programmare?

La ricetta da utilizzare secondo il ministro Garavaglia è chiara: «Iniziare a dire: stiamo lavorando settore per settore, stiamo vedendo i protocolli, faremo le nostre proposte. Settore per settore dare delle date».

Tuttavia, per Garavaglia c’è necessità di avere una visione. L’esempio sul campo di fiere e congressi internazionali è chiaro. «Se tu - ha evidenziato - non dai una data per tempo saltano e vanno all’anno venturo e noi perdiamo miliardi di euro. Diamo dei protocolli seri e le date».

«Per le attività - ha chiosato - che possono aprire subito, lì bisogna guardare con attenzione i dati. Ieri in Gran Bretagna hanno aperto i pub. Certo sono molto avanti sulla vaccinazione, però dal momento in cui in Gran Bretagna hanno dato una tabella tutti hanno potuto programmare e organizzarsi. Sia i cittadini, sia gli operatori economici. Questo è il punto, molto semplice».