Autore: Pasquale De Marte

Coronavirus - Lavoro

Riapertura palestre, piscine, cinema, teatri, Toti sulle zone gialle: «Serve un alleggerimento»

Il governatore della Liguria, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha espresso il suo punto di vista sulle restrizioni.

C’è un tema delicato relativo al possibile nuovo Dpcm: quello legato alla situazione di bar, ristoranti, cinema, teatri e palestre. Tutte quelle attività che, come è noto, sono state penalizzate dalla necessità di mettere in campo delle chiusure per evitare la propagazione del contagio.

Non si sa ancora se Mario Draghi si avvarrà del Dpcm come strumento di determinazione delle restrizioni, ma quel che è certo è che presto bisognerà individuare una strategia per il futuro.

L’ultimo provvedimento ufficiale messo in campo dall’esecutivo presieduto da Giuseppe Conte va in scadenza il prossimo 5 marzo e ci sono migliaia di imprenditori che sono in attesa di conoscere quello che dovrà essere il loro futuro.

Il dato di fatto è che ci sono interi settori in ginocchio e che, in questa fase, guardano con apprensione a quella che è l’eventuale possibile scelta di adottare misure omogenee su tutto il territorio nazionale.

Nuovo Dpcm: la posizione delle Regioni

In attesa di capire quello che sarà l’orientamento dell’esecutivo, gli ultimi aggiornamenti arrivano dalla conferenza delle Regioni. Un incontro tra i governatori ha portato ad «una serie di proposte» che saranno portate al governo «in vista del prossimo Dcpm». A scriverlo su Facebook è stato il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

Sempre il governatore dell’Emilia Romagna ha sottolineato come nelle valutazioni «serva un respiro più lungo, un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati».

Da parte delle regioni, intanto, non è emersa unità d’intenti rispetto alla scelta di una zona arancione nazionale. Uno scenario che porterebbe, ad esempio, alla chiusura di bar e ristoranti. Questi ultimi potrebbero operare solo per asporto e consegna a domicilio, venendo meno la facoltà di effettuare servizio in loco dalle 5 alle 18. Possibilità prevista per le zone gialle.

Riaperture palestre, piscine, cinema e teatri: le parole di Toti

Tra coloro i quali ritengono la strada giusta possa essere il mantenimento della divisione del Paese per colori c’è il governatore della Liguria Giovanni Toti. Ne ha parlato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, nell’edizione del 21 febbraio.

«L’impianto - ha detto - va bene, ma con delle modifiche. Nelle zone gialle serve un alleggerimento: perché i ristoratori non possono scegliere se aprire a pranzo o a cena? Palestre, piscine, cinema, teatri vanno riaperti. A fronte di regole ben precise, prevedendo un numero ben limitato di utenti: ma sarebbe un segnale importante per il Paese».

Toti ha, inoltre, manifestato l’idea secondo cui le zone arancioni e rosse «andrebbero individuate su base provinciale e comunale». Il governatore ha, inoltre, posto l’accento che le eventuali retrizioni dovrebbero essere calcolate sul «tasso di ospedalizzazione». «In Liguria - ha spiegato - a parità di circolazione del virus, abbiamo meno ricoveri e meno decessi, perché abbiamo vaccinato le Rsa».

E sulle varianti: «Non ci sono prove che siano più pericolose. E comunque, forse dovremmo affrontare ancora momenti difficili, ma perché fasciarsi la testa prima di essersela rotta?».

Toti ha puntualizzato che, ad oggi, «la vera prevenzione è il vaccino». «Se entro maggio - ha aggiunto - riusciremo a vaccinare gli over 75, potremo dire di avere vinto la battaglia».