Autore: Giacomo Mazzarella

Lavoro

8
Ago

Resto al Sud: come funzionano gli incentivi per persone fino a 45 anni di età

Novità dal governo per l’importante misura di autoimprenditorialità

Novità molto importante dal Mise per una misura indirizzata a incentivare la voglia di avviare impresa nelle aree meno sviluppate del paese. Luigi Di Maio, Vice Premier e Ministro dello Sviluppo Economico ha firmato il decreto che apporta sostanziali modifiche al regolamento di Resto al Sud, la misura nata come incentivi a fare avviare nuove attività imprenditoriali al Sud e nelle altre aree disagiate dello stivale.

Le aree interessate

Spronare persone di età compresa tra i 18 ed i 46 anni di età non compiuti a mettersi in proprio è l’idea che ha dato origine alla misura. Per contrastare l’alto spopolamento di cui sono oggetto diverse Regioni italiane e per detonare l’altrettanto elevato tasso di disoccupazione presente negli stessi ambiti territoriali, la misura offre incentivi per spingere all’avvio di attività imprenditoriali. Le Regioni interessate sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e la misura riguarda tanti le idee imprenditoriali che i professionisti. Il Ministero dello sviluppo economico ha prodotto una nota in cui ha chiarito che per la misura sono stati mesi in conto 1,25 miliardi di incentivi.

Sviluppo del Mezzogiorno

Dell’operazione è sostenitrice e promotrice Barbara Lezzi, il Ministro per il Sud appartenente al Movimento 5 Stelle. La maxi dotazione servirà ad estendere gli incentivi a quante più persone possibili. Proprio la Lezzi spiegato misura, novità e motivazioni di Resto a Sud. «una grande notizia la firma del decreto», così il Ministro Lezzi ha aperto la nota con cui certifica la riuscita dell’operazione estensione dell’età massima entro cui concedere il benefit. Rispetto all’originale versione della misura si è pensato di allargare fino a 45 anni di età il limite massimo anagrafici per i richiedenti. Inoltre sono stati allargati anche ai professionisti i benefici di questi incentivi.
«È una iniziativa nella quale credo molto perché facilità l’avviamento di attività a tanti cittadini del Mezzogiorno, favorendo così il rafforzamento del tessuto micro-imprenditoriale al Sud», questo testualmente ha affermato il Ministro per il Sud Barbara Lezzi.

Il lungo iter

La misura prevista dalla legge di Bilancio con la firma di Di Maio ha completato il suo lungo e farraginoso iter. Il decreto attuativo messo in piedi dalla Lezzi ha dovuto ottenere l’ok di Ministero dell’Economia e delle Finanze e di quello dello Sviluppo Economico. Dopo il passaggio al Consiglio di Stato adesso serve il si della Corte dei Conti, un si che per Barbara Lezzi è praticamente scontato. La misura è ormai Cisa fatta e in una quarantina di giorni sarà pienamente sfruttabile. Con Resto al Sud quindi si potranno avviare delle attività imprenditoriali relative a:

  • Produzione di beni nei settori industria e artigianato;
  • Trasformazione dei prodotti agricoli;
  • Attività relative a pesca e acquacoltura;
  • Fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • Attività turistiche comprese quelle del food & beverage.

Incentivi e spese ammissibili

L’Ente che si occuperà delle pratiche, dalla ricezione delle istanze al loro espletamento e fino all’erogazione dei soldi ai beneficiari sarà Invitalia.
Le spese ammissibili come riporta proprio il sito di Invitalia sono:

  • Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili;
  • Acquisto di impianti, macchinari, attrezzature;
  • Acquisto di programmi informatici.
    Dal punto di vista dell’incentivo veto e proprio invece la misura offrirà un contributo a fondo perduto, un contributo in conto interessi e un prestito bancario coperto dal Fondo per le Piccole e Medie Imprese. Il contributo a fondo perduto sarà pari 35% del totale speso.