Autore: Giacomo Mazzarella

Matteo Renzi

Renzi: «Il Recovery si scrive in tre giorni con una buona squadra»

Matteo Renzi annuncia la fiducia di Italia Viva a Draghi e dice la sua sulla situazione politica.

Il governo Conte è caduto dopo l’uscita dalla maggioranza di Italia Viva. Renzi è stato l’artefice di tutto, questo è poco ma sicuro. Proprio Renzi ha rilasciato una intervista al quotidiano Repubblica in cui tra stilettate al vecchio Premier Conte e al suo governo e sue idee, annuncia la fiducia a Mario Draghi.

Il Recovery Plan per Renzi è alla base di tutto

«Non ho niente da festeggiare. Sono solo felice di vedere una personalità come Draghi pronta a guidare il Paese», così inizia l’intervista a Repubblica di quello che la stampa pro Conte e anti renziana chiama «Demolition man».

Piacerà o no, avrà sbagliato i tempi vista la grave emergenza in cui versa il Paese, ma Matteo Renzi ha dato una lezione politica a tutti. Non si può certo negare questo. Voleva far cadere Conte? ci è riuscito, con buona pace degli anti renziani. Avrà solo il 2% come lo scherniscono in molti, avrà avuto solo un piccolo gruppo di parlamentari, ma è riuscito a fare quello che voleva. Uno scacco matto evidente che a molti non va giù. E adesso Renzi presenta il conto a tutti.

«Una buona squadra scrive il Recovery in tre giorni, quello che è importante evitare è di spendere i soldi in micro-mance come quelle di molte misure della Legge di Bilancio (ma che ha votato pure lui) e avere una visione strategica chiara», così Renzi ha esposto le sue prerogative, le situazioni che di fatto gli hanno fatto aprire la crisi.

«A chi mi domanda perché la crisi rispondo semplice: se dobbiamo spendere 200 miliardi di euro preferisco li spenda Draghi che Conte. Poi il governo Draghi lo fa nascere il Parlamento su indicazione di Mattarella, non il sottoscritto. Io faccio il tifo e voto la fiducia», così Renzi ha di fatto annunciato la sua fiducia al Premier incaricato, Mario Draghi.

La trattativa con la maggioranza secondo Matteo Renzi

Renzi nella sua intervista ha ricordato ancora una volta il fatto che due sue ministre, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti con il sottosegretario Scalfarotto si sono dimesse, unico caso di abbandono di poltrone per un ideale.

Tornando alla trattativa con le consultazioni di Fico, il momento culmine per la rottura è stato «quando noi abbiamo tolto dal tavolo tutti gli elementi divisivi, sia sui nomi che sui contenuti, e loro hanno rilanciato su giustizia e Mes. Lì ho capito che era finita», così Renzi ha di fatto detto a parti invertite ciò che Crimi aveva detto contro Italia Viva la sera della rottura.

«Forse pensavano che potessero tacitarmi con qualche poltroncina di consolazione. Dopo tanti anni non hanno ancora capito che posso commettere tanti errori, ma se sono convinto di una battaglia vado fino in fondo. Ho detto: guardate che se andate al muro contro muro vi fate male voi. Penso solo che come dicevano i latini ’ex malo bonum’», così un soddisfatto Matteo Renzi ha di fatto applaudito se stesso. Leggi anche: Governo Draghi e nuovi ministri, Ricciardi: «Non si dovrebbe cambiare ministro della Salute nel corso di una pandemia»