Reddito di cittadinanza ai camorristi: scattano i sequestri della GdF. L’operazione

Reddito di cittadinanza ai camorristi: scattano i sequestri della GdF. L'operazione

Indebitamente intascato il sussidio dai camorristi, la GdF ha deciso il sequestro di circa 700 milioni di euro a seguito di una vasta operazione. Ecco i dettagli

Il reddito di cittadinanza, fin dai tempi della sua introduzione durante il primo Governo Conte - quello dell’alleanza Lega - M5s - ha sempre fatto parlare di sè, sia negli ambienti della politica sia a livello di opinione pubblica.

Tale sussidio - pensato per chi non ha un lavoro e lo sta cercando attivamente - ha infatti spaccato i cittadini, dividendoli tra favorevoli e contrari, non riuscendo così a convincere tutti.

Ora con la crisi da pandemia, il reddito di cittadinanza o RdC - insieme al reddito di emergenza - è stato confermato e potenziato dal Governo Draghi, proprio per far fronte al crollo dei redditi e al calo dei posti di lavoro.

In questo quadro, è notizia recente quella per la quale circa 700 mila euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito di controlli mirati a fare luce sull’assegnazione indebita del reddito di cittadinanza, nei confronti di nuclei familiari con all’interno persone condannate per reati connessi ad attività camorristiche. Vediamo allora un po’ più in dettaglio che cosa è successo.

Reddito di cittadinanza ai camorristi: le indagini, le località e i sequestri

La recente operazione, di cui viene data notizia proprio oggi da Ansa, è stata condotta dalle Fiamme Gialle, coordinate nelle attività dalla Procura di Napoli. Ben 60 le perquisizioni domiciliari eseguite negli ultimi giorni, verso altrettante famiglie con componenti condannati in via definitiva per illeciti penali collegati alla camorra.

Gli indagati, in base alle prime informazioni e agli accertamenti compiuti dalle autorità, avrebbero incassato indebitamente il sussidio tra aprile 2019 e aprile 2021.

L’operazione è imponente, giacchè si tratta di un sequestro di circa 700 milioni di euro, ma anche delle carte prepagate sfruttate per il versamento illegittimo del beneficio. Dal punto di vista territoriale, le indagini si sono sviluppate su Napoli e provincia: le perquisizioni e i sequestri sono stati infatti svolti in varie zone della città di Napoli, tra le quali Scampia, Secondigliano e Fuorigrotta. Ma come detto anche la zona attorno al capoluogo della Campania è stata oggetto di attività e controlli della GdF: tra le località, abbiamo Ercolano, Portici, Pozzuoli, Qualiano e Casoria.

Le norme sul RdC sono assai rigorose e vietano i legami con la camorra

E’ chiaro che, in base alle regole di legge, la condanna per camorra esclude automaticamente dal beneficio del reddito di cittadinanza. Ben si spiega dunque la vasta operazione della GdF su buona parte del territorio campano.

In particolare, le norme del reddito di cittadinanza dispongono che nella domanda sia indicata l’eventuale sussistenza nel nucleo familiare di almeno un membro già condannato per il reato di associazione di tipo mafioso. Detto fatto esclude appunto in via automatica dal sussidio al momento della richiesta e comporta comunque la eventuale revoca in un momento posteriore.

Da rimarcare che le verifiche sono stati attuate in una sinergia con l’Inps e per i soggetti controllati scatta ora l’iter della revoca del beneficio.

Concludendo, in verità la recente operazione è correlata agli interventi dello scorso gennaio, quando le stesse Fiamme Gialle scoprirono più di 100 beneficiari del sussidio statale, già condannati in via definitiva per reati di stampo mafioso.