Autore: Giacomo Mazzarella

Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza a rischio? Sembrerebbe una delle condizioni per il Conte ter

La crisi di governo sembra si stia risolvendo con le consultazioni del Presidente Fico che punta a ricucire lo strappo con Italia Viva, ma proprio i renziani dettano le condizioni.

In politica c’è un luogo comune e un detto che sicuramente calza a pennello ed è il “mai dire mai”. E mai come in questi giorni di crisi di governo, e mai come in questa legislatura, quel luogo comune è attuale.

“Mai con la Lega” e “nessun accordo con i 5 Stelle” è quello che a parti inverse leghisti e grillini avevano detto dopo le elezioni del 4 marzo 2018, salvo poi farci un governo insieme. E poi, “mai con il partito di Bibbiano”, riferito al PD, per espresse parole dell’attuale Ministro degli Esteri, il pentastellato Di Maio.

E anche in questo caso, governo con il PD che dal canto suo aveva posto il veto ad accordi con il M5S. Tornando all’attualità, dopo che Renzi ha aperto la crisi di governo, sia PD che M5S avevano apostrofato in malo modo il leader di Italia Viva escludendo qualsiasi forma di rientro nella maggioranza da parte di Renzi e delle sue Ministre dimissionarie Bellanova e Bonetti.

Ieri però dopo il primo giorno di consultazioni da parte del Presidente della Camera Fico, le posizioni sembrano più morbide e sembra si vada verso un ritorno alla stessa maggioranza precedente, con Italia Viva dentro. La formula deve essere messa ancora a punto, perché bisogna vedere se si continuerà con Conte Premier o se si cambierà Presidente del Consiglio, come forse auspicherebbe proprio Matteo Renzi.

Una situazione ancora non chiara

Veti, “ricatti” e giochi di politica che porteranno alla sostituzione di qualche Ministro, magari sempre quelli mal visti da Renzi e dai suoi. In pratica sembra che chi muova i fili di questa strana crisi di governo in piena pandemia sia proprio Matteo Renzi.

E se dal punto di vista delle cosiddette “poltrone”, alla gente comune forse interessa poco, se i veti e gli accordi si spostano su alcune misure “monstre” dei vari partiti, la situazione è più complicata. Ed anche il reddito di cittadinanza potrebbe finire nel mirino delle richieste di Renzi per portare avanti la legislatura ed evitare le elezioni.

Perché il reddito di cittadinanza sarebbe a rischio

Trovare un accordo per portare avanti la legislatura, per evitare le elezioni anticipate che porterebbero molti attuali parlamentari ad uscire fuori dalle due Camere per via del taglio deciso dal referendum e che probabilmente porterebbero il centrodestra a vincere, è la necessità dell’attuale maggioranza.

Per il bene del Paese occorre evitare il voto, perché c’è la pandemia e non si può perdere tempo con le elezioni, questo il ritornello che M5S, PD, Leu e adesso di nuovo Italia Viva da giorni ripetono. E anche i responsabili europeisti sono sulla stessa linea. Che la gente creda o meno alla benevolenza verso il Paese o che creda invece all’attaccamento delle poltrone, la prosecuzione della legislatura potrebbe portare sorprese anche in materia di reddito di cittadinanza.

La misura cavallo di battaglia del M5S, così come lo è quota 100 per la Lega, rischia di essere influenzata dai veti di Matteo Renzi. Se per quota 100 il colpo di spugna col passato è definito da tempo, con la cessazione della misura a fine 2021, il reddito di cittadinanza resta tale, almeno stando all’attuale situazione.

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Cosa chiede Matteo Renzi

Come riporta il quotidiano romano “Il Tempo” però, il reddito di cittadinanza potrebbe essere a rischio. Tutto parte dalle dichiarazioni che ieri hanno prodotto i leader dei partiti che hanno avuto colloquio con Fico.

“Abbiamo chiesto che siano accantonati alcuni temi divisivi, penso alla questione del Mes”, queste le parole dette dal Reggente Capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi. Appiattire le differenze che hanno portato alla crisi quindi, una vera apertura al dialogo se non fosse che alle parole di Crimi hanno fatto seguito quelle di Renzi in persona. E tutti i temi che sono divisivi il leader di Italia Viva li ha messi nel piatto di un eventuale patto di legislatura. Il Mes per esempio, a cui Renzi non rinuncia dal momento che per lui sono soldi che interessano la sanità.

E poi il leader di Italia Viva ha attaccato alcune delle misure e dei provvedimenti che i governi Conte hanno introdotto in questi anni, dalla scelta di Arcuri come super commissario al cashback di nuova generazione, fino al vecchio reddito di cittadinanza.

Sul reddito di cittadinanza Renzi è stato piuttosto chiaro, sottintendendo il fatto che andrebbe se non proprio eliminato, quanto meno rivisitato. Dai navigator assunti senza un ruolo ben preciso al mancato funzionamento delle politiche attive sul lavoro, il sussidio caro ai grillini secondo Renzi non può restare solo un sussidio assistenziale. Nonostante qualcuno ieri abbia giudicato con ottimismo l’esito dei summit, evidente che Renzi potrebbe rivedere alcune posizioni, magari quella sul Mes, ma chiedendo altrettanto al M5S, magari sul reddito di cittadinanza.

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