Redditi, come cambierà l’Irpef: intesa sulla bozza, ma al governo c’è chi è contraria

Redditi, come cambierà l'Irpef: intesa sulla bozza, ma al governo c'è chi è contraria

Sembra in dirittura di arrivo la riforma del fisco con una nuova Irpef e una bozza di riforma su cui la Lega è contraria.

Incentivi, perequazione, crescita e imposta progressiva, sono questi i punti cardine della bozza di riforma del fisco italiano che in Parlamento è in discussione presso le commissioni Finanza di Montecitorio e Palazzo Madama. E sembra che proprio nelle commissioni di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica ci sia una specie di intesa sulla bozza della riforma del fisco.

Usare l’ipotetico è necessario dal momento che le componenti di maggioranza di governo, soprattutto sulla nuova Irpef fin da subito sono apparse divise. Ma vediamo le ultime notizie al riguardo e cosa è previsto nella bozza che potrebbe essere la base su cui varare la vera riforma.

Cosa contiene la bozza di riforma del fisco

Si parte dalla cosiddetta progressività dell’imposizione fiscale ed il modello di riferimento è quello scandinavo. Questo infatti è il punto di partenza della bozza su cui stanno lavorando le commissioni parlamentari e che dovrebbe essere la base di partenza di quella riforma che stando alle ipotesi provenienti da fonti vicine al governo, dovrebbe trovare i natali entro la fine dell’anno, probabilmente tra la legge di Bilancio e il suo canonico collegato decreto Fiscale.

Dual Income Taxation” questo il modello di riferimento che viene incontro alle esigenze di limitare la progressività di imposta per i redditi da lavoro ma che al tempo stesso copiando l’imposta del primo scaglione di reddito, la applica una imposta proporzionale ai redditi di capitale.

Nuova Irpef, le partite Iva rischiano molto?

Come dicevamo c’è nel governo una componente a cui questa bozza di riforma non va giù ed è la Lega di Matteo Salvini. Infatti sembra che da questa riforma su base scandinava, chi rischia di pagare le conseguenze più pesanti è il mondo delle Partite Iva e come si sa questo spaccato della società è una parte importante dell’elettorato della Lega.

«Apprendiamo da fonti di stampa che le commissioni avrebbero trovato un accordo sui cardini di una ipotesi di riforma del fisco. Riteniamo di dover smentire questa notizia. Contestiamo il fatto che la bozza di documento non sia stata condivisa con i colleghi del Senato, che non hanno potuto prenderne visione prima dell’Ufficio di Presidenza. Troviamo surreale che mentre in Europa è all’ordine del giorno il tema della trasparenza dei lavori di organi collegiali come l’Eurogruppo, qui in Italia si faccia un passo indietro affidando un tema politico di questa rilevanza a un organismo informale come un ufficio di presidenza congiunto, in cui non c’è tempo né modo di registrare le posizioni espresse dai partecipanti», questo il piccato commento alle indiscrezioni su un accordo sulla bozza di riforma che Alberto Bagnai, responsabile Economia leghista e Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione Finanze della Camera , hanno prodotto.

Ciò che dalla Lega sollevano è che non si potrà attuare una riforma e quindi la lega dirà no, se si continuerà a proseguire sulla linea di correggere l’Irpef delle famiglie andando a prevedere aumenti di Iva o patrimoniali vere e proprie.