Autore: Giacomo Mazzarella

Coronavirus

Recovery Fund: Sabino Cassese attacca il Presidente Conte

Anche il noto giurista non lesina dure critiche all’operato del governo sui fondi europei che dovrebbero servire a superare la grave crisi.

Il governo Conte è letteralmente sulla graticola, vuoi per le vicissitudini interne dettate da posizioni differenti su Dpcm, misure di contenimento della pandemia, aperture e chiusure, che per le critiche che provengono dalle opposizioni di governo, dal mondo delle imprese e dal mondo intellettuale.

Uno degli argomenti più bollenti per il governo resta il Recovery Fund, cioè i fondi europei che con enfasi il Premier e la maggioranza avevano presentato. Soldi dell’Europa in arrivo, il Premier Conte vince in Europa, l’Italia il Paese più aiutato dalla UE, questi i commenti che accompagnarono il risultato ottenuto dal nostro governo a Bruxelles.

Soldi che ancora devono arrivare e strumento che ancora oggi è assoggettato a critiche anche dure. L’ultimo in ordine di tempo a criticare il governo nello specifico del Recovery Fund è Sabino Cassese, noto giurista, ex ministro e giudice emerito della Corte Costituzionale.

Le parole di Sabino Cassese

Intervistato dall’Huffington Post, Sabino Cassese ha criticato il governo Conte e pure pesantemente. Parole forti che sono state riprese pure dal quotidiano “Libero”.
«Un’idea stravagante», così Sabino Cassese ha tacciato la proposta del governo di cedere la supervisione dei soldi del Recovery Fund, ad una specie di task force interna alla Ragioneria generale dello Stato. Una proposta nata nella legge di Bilancio che ormai a giorni dovrebbe essere completata.

«La proposta governativa di una piramide non tiene conto delle esperienze e degli errori del passato. Ma non tiene conto neppure del presente: lo stesso governo che ha tirato dal cilindro questo coniglio ha presentato con la legge di Bilancio una proposta per affidare la supervisione finanziaria a una apposita direzione generale della Ragioneria generale dello Stato. Nel governo chi fa una cosa legge quello che scrivono gli altri?» questo ciò che Cassese ha detto accusando di fatto il governo Conte di accentrare troppi poteri.

E lui, da giudice costituzionalista è uno di quelli che a ragione può muovere determinate critiche.

Secondo Cassese “l’accentramento delle decisioni a Palazzo Chigi è una delle caratteristiche di questo governo. Solo che l’accentramento si coniuga solitamente con il decisionismo, mentre in questo caso si coniuga con l’indecisionismo programmatico, che è forma sofisticata di esercizio del potere attraverso la non-decisione e di rinvio delle questioni difficili".

Le priorità secondo Sabino Cassese

Oltre che giurista Cassese è un accademico molto noto e riconosciuto e nella sua intervista si è spinto a suggerire alcune cose che il governo dovrebbe fare, alcune priorità secondo il giudice costituzionalista. Sarebbero l’innovazione digitale, la transizione ecologica, la pubblica amministrazione, il fisco, l’istruzione e la ricerca le aree di intervento più urgenti. «Conosciamo il nostro tallone d’Achille: l’Italia è quart’ultima nella capacità di spesa dei fondi europei. Le risorse aggiuntive previste dal Piano di ripresa e resilienza prevedono interventi entro il 2026. Invece di far chiacchiere, bisogna aumentare la capacità amministrativa», questa la grande critica del giurista.