Autore: B.A

Giuseppe Conte

Quirinale: Mattarella nel discorso del 1° maggio, «sgrida» il Premier Conte

Discorso del Presidente Mattarella per la festa del primo maggio, con una stoccata per il governo.

Il Presidente Mattarella, nonostante oggi si tratti di un primo maggio particolare, senza feste, concerti e celebrazioni per la festa dei lavoratori, ha comunque prodotto il consueto discorso alla nazione. Un discorso con toni pacati, che ha iniziato con la presentazione di questa strana giornata festiva con il coronavirus e poi ha prodotto una stoccata al governo ed al Premier Conte.

Sicuramente le parole del Presidente della Repubblica sono eloquenti e molto importanti perché sottolineano alcune mancanze che il Premier Conte ed il suo governo hanno avuto in questa fase in cui sono stati chiamati a gestire l’emergenza sanitaria ed economica. Parole della Prima carica dello Stato, alcune delle quali sono sulla stessa linea di ciò che le opposizioni di governo più dure rinfacciano al Premier.

Pure Mattarella riprende Conte

Ieri durante l’informativa del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte alla Camera, il clima alle Camere è stato piuttosto acceso. “Conte vuole i pieni poteri”,questa l’accusa che Fratelli d’Italia, per voce della sua leader Giorgia Meloni, ha rivolto al Premier. Ma la stessa cosa ha detto pure Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che è in maggioranza. Che Conte dia l’impressione di fare tutto da solo, più o meno, è evidente. L’impressione è di accentrare tutto l’operato di questa fase emergenziale, con una grande visibilità che anni fa a Berlusconi veniva rinfacciata perché proprietario di emittenti televisive.

Un’altra cosa che sicuramente può essere addebitata a Giuseppe Conte, è la poca chiarezza con cui arrivano le informazioni ai cittadini, probabilmente perché le decisioni, i Dpcm e i provvedimenti, finiscono in Parlamento solo come informativa, senza discuterne nella stanze che la Costituzione prevede. E questo, sempre con i modi pacati che contraddistinguono l’inquilino del Quirinale, sono le cose che Mattarella oggi ha mandato a dire a Conte.

Occorre chiarezza

I cittadini hanno bisogno di chiarezza e non è proprio la chiarezza quella che emerge dall’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio che detta le regole per la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Questo più o meno quello che Mattarella manda a dire a Conte. In effetti, domenica scorsa, milioni di italiani si sono sintonizzati sulla conferenza stampa di Conte, perché il nuovo Dpcm avrebbe dovuto allentare la morsa sulle restrizioni.

La Fase 2 tanto pubblicizzata doveva scattare proprio con il nuovo Dpcm. E il governo continua a chiamarla fase 2, ma gli italiani non si accorgeranno nemmeno che siamo entrati in Fase 2. Il sentimento con cui gli italiani andarono a letto dopo la conferenza stampa di Conte domenica scorsa, fu di delusione, questo è poco ma sicuro. Nello specifico, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha detto testualmente: “Ora guardiamo alla ripresa: ad essa, vanno indirizzati, in modo concorde, gli sforzi di tutti, senza distrazioni o negligenze. A cominciare dal consolidamento dei risultati sin qui ottenuti nella lotta al virus, a un equo, efficace e tempestivo sostegno alle famiglie e alle attività produttive, a quanti sono rimasti disoccupati e senza reddito, in modo da conservare intatte tutte le risorse del nostro capitale sociale e da consentire di far sopravvivere e far compiere un salto di qualità alla organizzazione delle imprese e alla offerta di servizi, con scelte avvedute, nella consapevolezza che sono destinate a incidere sulla qualità della vita di ciascuna famiglia, sugli stessi tempi e ritmi della vita quotidiana delle persone”.

E poi, arriva la stoccata al governo, accusato di poca chiarezza nei provvedimenti. “Sono necessarie indicazioni ragionevoli e chiare da parte delle istituzioni di governo, sottolineando la poca chiarezza del Dpcm che ha provocato innumerevoli domande sul sito di Palazzo Chigi, da parte dei cittadini che ancora non hanno capito come si deve comportare dal 4 maggio, data di entrata in vigore del nuovo decreto.