Quasi tutta Italia in zona rossa o arancione, Speranza: «C’è bisogno di alcune settimane per vedere effetti»

Quasi tutta Italia in zona rossa o arancione, Speranza: «C'è bisogno di alcune settimane per vedere effetti»

Il ministro della Salute Roberto Speranza, in un’intervista a Repubblica, ha fatto il quadro della situazione. Da una parte c’è la consapevolezza che le prossime settimane saranno difficili, dall’altra la possibilità di guardare con fiducia al futuro per effetto della progressione della campagna vaccinale.

Quasi tutta Italia, a partire dal 15 marzo, sarà in zona rossa o arancione. 42 milioni di persone saranno nel livello restrittivo più alto, un lockdown solo un po’ più light di quello che gli italiani hanno conosciuto nel marzo del 2020.

Il ministro della Salute Roberto Speranza è stato spesso associato alla linea di prudenza nella strategia di contrasto al virus. «Il punto - ha precisato in un’intervista a Repubblica del 14 marzo - non è essere a prescindere rigoristi o aperturisti. Dobbiamo essere realisti e credo che questo governo lo sia».

Tanta Italia in zona rossa per piegare la curva

A preoccupare, come lo stesso esponente del governo Draghi ha ammesso, ci sono le varianti. Quella inglese in particolare, il cui problema principale è la più elevata contagiosità e il fatto che sia una forte candidata a diventare il ceppo prevalente sul territorio italiano. «È chiaro - ha precisato Speranza - che quindi abbiamo bisogno di misure adeguate, capaci di piegare la curva».

Restrizioni che non sempre hanno avuto una visione comune tra le forze politiche nazionali. C’era curiosità per capire come l’avvento del governo Draghi potesse determinare nuove strategie di contrasto alla diffusione del virus, in relazione ad una maggioranza molto più eterogenea. Speranza, nel corso dell’intervista, ha svelato come all’interno dell’esecutivo ci sia stata una «legittima discussione partita anche da posizioni diverse».

Tuttavia, la linea stavolta ha trovato meno resistenze anche da parte delle Regioni. «Quando - ha spiegato il Ministro - i numeri sono così netti, quando sale la pressione sugli ospedali c’è poco fare.»

«Quando mi chiedono - ha aggiunto - perché abbiamo portato in arancione i territori che erano in zona gialla rispondo che quello scenario teneva sul vecchio ceppo. Sul nuovo, per ora, no».

Nuove restrizioni, Speranza spiega la situazione

Con una così ampia diffusione delle zone rosse e la scelta della zona arancione (Sardegna a parte) per tutte le altre aree c’è l’aspettativa di riportare il contagio sotto controllo, mitigando l’eventuale azione delle varianti.

«C’è però - ha ammesso Speranza - bisogno di alcune settimane per vedere gli effetti. Per questo il decreto vige fino a Pasqua».

Come lo stesso ministro ha sottolineato stavolta, rispetto al passato oltre alle restrizioni ci sarà l’effetto della vaccinazione. «Ogni dose somministrata - ha chiarito - è un passo verso l’uscita dalla crisi».

Inevitabile, però, chiedersi quando sarà possibile notare un miglioramento della situazione . «L’applicazione di misure più rigorose - ha aggiunto - e la crescita progressiva del numero dei vaccinati ci porta a pensare che nella seconda metà della primavera avremo numeri in miglioramento».

C’è luce, dunque, in fondo al tunnel. Tuttavia, c’è un monito che emerge dalle parole di Roberto Speranza. Quello che «le prossime settimane non saranno affatto facili» con riferimento alla possibile pressione sui sistemi sanitari. Un dato negativo a cui fa, però, da contraltare la possibilità di guardare «con fiducia al futuro prossimo» grazie alla vaccinazione. Leggi anche: Covid-19, generale Figliuolo: ecco in quanto tempo tutti gli italiani vaccinati