Quando sarà il prossimo Dpcm? Draghi, lockdown totale e varianti, facciamo ordine

Quando sarà il prossimo Dpcm? Draghi, lockdown totale e varianti, facciamo ordine

Non è detto che Draghi proceda per Dpcm, l’ipotesi zone rosse per le aree dove ci sono varianti sembra quella più probabile. Non pare esserci alcuna serrata nazionale totale all’orizzonte.

Quando sarà il prossimo Dpcm? Da quando è esplosa l’emergenza coronavirus la domanda è diventata una sorta di ritornello. E rispondere è meno facile di quel che si pensi. Bisogna, però, partire dai dati di fatto.

Il Dpcm attualmente in vigore, varato lo scorso 16 gennaio, è valido fino al prossimo 5 marzo. In teoria da dopo quella data affinché permangano le regole anti-Covid sarà necessario che se ne emetta un altro.

Tuttavia, non è detto che il governo Draghi scelga di procedere con i Dpcm come strumento. L’altra grande incognita riguarda, invece, la possibilità che possano trovare riscontro le richieste di alcuni esperti che chiedono un lockdown totale per scongiurare l’avanzata delle varianti.

Tanta carne al fuoco per i dibattiti e le previsioni degli scenari. Allo stato attuale si può comunque fare ordine rispetto a quelli che potrebbero essere gli orientamenti e i possibili sviluppi della situazione passata sotto il controllo del governo Draghi.

A quando il prossimo Dpcm? Attenzione agli scenari

Mario Draghi potrebbe, infatti, scegliere di non avvalersi dei Dpcm per disciplinare periodicamente il livello delle nuove norme. Potrebbe, ad esempio, attraverso apposito decreto delegare ai suoi ministri incaricati l’eventuale facoltà di emettere ordinanze tese ad allentare o innalzare il livello delle restrizioni. Parlare di nuovo Dpcm, sebbene si tratti di una locuzione ormai entrata nell’utilizzo quotidiano, potrebbe perciò essere affrettato.

Draghi e lockdown: il problema varianti

Sta, indubbiamente, facendo notizia la richiesta di un lockdown totale nazionale. La segnalazione di questa particolare necessità arriva da molti esperti. Il loro timore è che si possano verificare essenzialmente due condizioni sfavorevoli: che si diffonda in maniera esponenziale la variante inglese o che lo facciano le altre tipologie di virus.

Quelli, per intendersi, che per i quali si nutrono dubbi sul mantenimento dell’efficacia del vaccino. Nel primo caso il ceppo britannico e la sua elevata diffusibilità potrebbero generare un nuovo picco dei contagi in grado di portare nuovamente su livello di difficile controllo il contagio e, di conseguenza, i ricoveri, il livello di riempimento delle terapie intensive e, di conseguenza, le morti.

Nell’altro caso si avrebbe il timore che, in qualche modo, possano delinearsi situazioni la cui lettura potrebbe essere complicata, sulla base del fatto che solo adesso la scienza sta avendo la possibilità capire di più su argomenti come le varianti brasiliana e sudafricana.

Nuovo Dpcm, il lockdown totale non dovrebbe essere un’idea del governo Draghi

Non è però il lockdown quello che pare essere nei progetti del nuovo governo Draghi. Almeno non in chiave nazionale. Oggi appare molto più probabile che si adotti una zona rossa per tutte quelle aree dove emergesse la presenza di una variante tra quelle temute.

La caccia al virus mutato e le conseguenti chiusure con lockdown localizzati si incastrerebbero in un modus operandi più ampio. Quello che dovrebbe prevedere la proroga della divisione a colori per l’Italia.

Coronavirus, governo Draghi verso il mantenimento della divisione a colori

Ogni regione continuerà ad essere inquadrata con uno dei colori noti in base al livello epidemiologico rilevato. Resta, però, da valutare in che modo potrebbero eventualmente essere tarati i parametri.

Non è da escludere, infatti, che a possibili nuovi allentamenti in zona gialla (bar e ristoranti aperti la sera fino alle 22? possa corrispondere una maggiore difficoltà per arrivarci e/o restarci.

Per essere gialli si potrebbe, infatti, scegliere un Rt più basso. Una soluzione che, in un certo senso, potrebbe rappresentare un compromesso di buonsenso che potrebbe accontentare tutti. Ma questa è solo un’ipotesi, derivante da una deduzione logica.

Anche perché, non bisogna dimenticarlo, adesso il governo è sorretto anche da forze politiche che, tra le priorità, mettono quante più riaperture possibili. A patto, ovviamente, che lo si possa fare sicurezza.

Anche perché il compito del governo Draghi sarà particolarmente gravoso. Mantenere restrizioni adeguate a tenere il livello del contagio lontano da parametri drammatici e, soprattutto, dare respiro all’economia con qualche apertura, costituirà un’impresa ardua.

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