Quando riapriranno i ristoranti? Il punto della situazione

Si parla molto di riaperture in merito alle attività di ristorazione, i prossimi giorni saranno decisivi

Le riaperture sono un tema caldo e diventa normale chiedersi quando riapriranno i ristoranti. Per capire quando davvero ciò potrà avvenire occorre fare un quadro della situazione. Il primo da mettere in rilievo è che i nuovi colori delle regioni, con ordinanze in vigore a partire dal 19 aprile, confermeranno un’Italia fatta di zone rosse ed arancioni.

Le riaperture dei ristoranti sono subordinate allo stop della sospensione delle zone gialle. Lo status delle cose è effetto del decreto che è in vigore dal 7 aprile e lo sarà fino al 30.

Riapertura ristoranti: due strade possibili

Per immaginare una riapertura dei ristoranti si possono delineare due situazioni:

  • un possibile intervento che anticipi un cambiamento prima della fine dell’efficacia del decreto in vigore (30 aprile)
  • un nuovo decreto che, a partire da maggio, possa ipotizzare un programma di riaperture che contempli le attività di ristorazione.

Ma per capire quello che può accadere, la situazione è da analizzare ancora più a fondo. L’orientamento del governo presieduto da Mario Draghi resta quello di farsi guidare dai dati, ma senza fughe in avanti. Da una parte ci sono numeri che, con i prossimi monitoraggi, potrebbero rivelare situazioni da zona gialla in diverse regioni del Paese. Dall’altra la necessità di veder crescere la percentuale di vaccinati nelle categorie a rischio, decrescere la pressione sui sistemi sanitari.

I ristoranti potranno riaprire con regole e protocolli da rispettare

Risulta quasi superfluo sottolineare come la riapertura dei ristoranti sia subordinata al rispetto di precisi protocolli anti-Covid. Dal distanziamento tra i tavoli, a quello tra le persone, passando per l’organizzazione di tavoli con sedute limitate tra non conviventi.

Tra le ipotesi che si fanno è che, in qualche modo, il primo via libera possa spettare, almeno inizialmente, solo alle attività di ristorazione che possono operare servizio in loco servendo clienti seduti ai tavoli.

L’altro punto che potrebbe essere preso in esame riguarda l’opportunità di valutare diversamente chi ha la possibilità di esercitare la propria attività in ambienti dove la clientela può stare seduta all’aperto. Di certo le regole saranno più stringenti per chi opera in ambienti chiusi.

Quando riaprono i ristoranti? Attenzione alle date chiave

La settimana che va dal 19 aprile al 25 aprile non sarà quella delle riaperture, ma potrebbe essere decisiva ai fini delle valutazioni. Si immagina che in quel periodo si potrà andare a valutare se i segnali incoraggianti dalla curva del contagio e dalla pressione sui sistemi sanitari sarà tale da poter iniziare a parlare in maniera concreta di ripresa delle attività in loco per la ristorazione.

Intanto in vista del nuovo decreto che andrà in vigore a partire dall’1 maggio, ma c’è chi non esclude che possa esserci un primo allentamento per il 26 aprile. Si tratta di una previsione rosea, che non deve illudere, ma che non rappresenta uno scenario impossibile per regioni che dovessero avere dati significativamente importanti. E non è un caso che la parola «dati» si veda ricorrere spesso, tenuto conto che si tratta della bussola che il governo usa.

Riaperture ristoranti: è forse maggio l’orizzonte più concreto

È, però, la prima decade di maggio quella in cui avranno verosimilmente le riaperture più consistenti. In particolare si immagina che entro i primi dieci giorni del mese possa essere ripristinata la zona gialla. A quel punto i ristoranti potranno tornare ad operare dalle 5 alle 18, come accadeva prima della sospensione della fascia epidemiologica citata.

Nel frattempo si auspica che la campagna vaccinale possa proseguire in maniera consistente in tutto l’arco di tempo indicato, fino al punto in cui oltre metà maggio si arriverà ad avere il contagio sotto controllo e sopratuttto le strutture sanitarie non più sotto pressione. Non a caso si indica per la terza decade di maggio il periodo in cui le regioni in zona gialla potranno vedere aperti i ristoranti la sera e un coprifuoco spostato dalle 22 alle 24.

Riaperture: resta il sistema delle zone?

Attenzione, però, a due aspetti. Il primo è che la zona gialla è un traguardo abbastanza alla portata per la situazione epidemiologica di diversi territori. Qualche stima di già oltre dieci regioni che sarebbero «zone gialle» qualora la possibilità di esserlo non fosse sospeso.

Tuttavia se, come pare, dovesse essere mantenuto il sistema dei colori, sarà sempre necessario che la propria regione di appartenenza sia in una situazione epidemiologica tale da non valere le zona arancione o la zona rossa. Il secondo è che per ciascuna regione resta sempre la possibilità di diventare zona bianca.

Quando, in particolare, si hanno meno di cinquanta contagi settimanali per 100.000 abitanti per tre settimane consecutive si arriva in uno status in cui decadono quasi tutte le restrizioni (al netto, ovviamente, dei divieti di assembramento, la necessità di mantenere il distanziamento interpersonale e l’obbligo di mascherina in tutte le situazioni in cui è necessaria).

Un traguardo del genere nel mese di maggio si auspica possa essere raggiunto da quante più regioni possibili, ma occorrerà capire come saranno aggiornate le disposizioni relative alle zone bianche nel prossimo decreto. Non bisogna, infatti, dimenticare che in poco tempo l’unica regione ad aver usufruito dello status di zona bianca, la Sardegna, in poche settimane è finita in rosso.

Riaperture: la direzione sarà guidata dai dati

Mancano, da quello che si può evincere, molti dettagli e ad oggi molti degli scenari riportati rientrano nel campo delle ipotesi. Tuttavia, risulta abbastanza chiaro come la direzione intrapresa volga ormai verso un piano di riaperture graduali, che non riguarda comunque solo i ristoranti, che possa portare il Paese verso una situazione più vicina alla normalità di quanto non lo siano stati gli ultimi periodi.

L’auspicio è che i «dati» che guideranno le decisioni siano tali da incentivare il piano di riaperture graduali di cui molti settori, come la ristorazione, hanno bisogno. Questo vorrà dire che anche la situazione epidemiologica sarà tornata sotto controllo e la campagna vaccinale avrà raggiunto obiettivi legati alla percentuali di immunizzazioni significativi.