Autore: Dario Marchetti

Stipendio

8
Nov

Quali sono i lavori più retribuiti nel nostro Paese?

La lista delle professioni più in auge, in Italia

Il lavoro continua ad essere una chimera per molti italiani, in particolare i giovani. Basta dare una rapida occhiata alle statistiche relative all’occupazione nel nostro Paese per capire meglio la perenne crisi italiana.

In base all’ultima rilevazione effettuata dall’Istat, quella di agosto, la percentuale di inoccupati si attesterebbe al 9,5%, in discesa di tre decimali rispetto a quella precedente, mentre il tasso degli occupati sarebbe al 59,2%.

Nonostante il lieve miglioramento, quindi, continua ad essere troppo alto il livello di disoccupazione, che peraltro colpisce soprattutto la parte più giovane della popolazione.

A fotografare la situazione estremamente critica di questo segmento è Eurostat, secondo cui in Italia oltre un quarto dei giovani non riesce a trovare un lavoro, ponendo l’Italia al terzultimo posto nell’eurozona in questa classifica, con il nostro Paese che riesce a fare meno peggio solo di Grecia e Spagna.

Non stupisce quindi che molti di loro abbiano ripreso la strada dell’estero, con oltre 250mila ragazzi, spesso provvisti di titoli di studio e competenze di alto livello, che hanno già provveduto ad abbandonare l’Italia per recarsi ove sono evidentemente più apprezzati.

Un dato che rischia di rivelarsi un clamoroso boomerang in quanto si tratta di persone molto qualificate su cui l’Italia ha investito notevoli risorse e che vanno a rinforzare i sistemi che fanno concorrenza al Made in Italy sui mercati globali.

I lavori più retribuiti: conta molto la laurea

A fotografare il mercato del lavoro italiano è stata di recente PageGroup, una società di selezione del personale specializzata in indagini retributive. Il report elaborato in questa occasione ha reso noto come nel nostro Paese esistono aziende che sono disposte a pagare oltre 3mila euro lordi per alcuni ruoli.

Il requisito indispensabile per questo genere di lavori è la laurea. Proprio il titolo di studio può assicurare una navigazione più agevole non solo nella ricerca di un’occupazione, ma anche di una retribuzione adeguata.

A ricordarlo è stato Andrea Cammelli, presidente di Almalaurea, il consorzio che censisce la condizione occupazionale dei laureati, secondo il quale i laureati riescono a spuntare un 13% in più rispetto a coloro che si sono invece fermati al diploma di scuola superiore. Inoltre nell’arco di una vita lavorativa, la laurea riesce a garantire vantaggi in termini di retribuzione che possono arrivare addirittura al 50% in più.

I lavori più retribuiti: quali sono?

L’elenco delle professioni che garantiscono le maggior retribuzioni, vede in testa l’analista di gestione. Come tale si intende il responsabile del bilancio e delle decisioni economiche che si attuano all’interno dell’azienda.

Si tratta di una figura professionale in grande evoluzione, che nel corso degli ultimi anni ha assunto i contorni di una professione manageriale a tutti gli effetti. Per riuscire a diventarlo sono necessari studi in ambito economico, ottima conoscenza dell’inglese e solide conoscenze dell’economia globale e delle dinamiche che la muovono.

Al secondo posto di questa particolare classifica troviamo gli sviluppatori web. La crescente importanza dell’economia digitale ha spinto molte aziende a cercare specialisti del ramo, in particolare coloro che sono in grado di sviluppare applicativi. Meglio ancora se si tratta di specialisti in grado di presentarli alla clientela e di comprendere al meglio l’evoluzione del mercato di riferimento.

Per avere un futuro in questo settore occorre una laurea nel settore informatico e delle nuove tecnologie. Il podio è poi completato dall’export area manager, ovvero la figura che viene inserita nel reparto vendite di un’azienda al fine di sviluppare partnership a livello locale per lo sviluppo dell’azienda all’estero e monitorare il mercato internazionale andando ad individuare nuove opportunità di business. Oltre a notevoli doti di comunicazione è richiesta la conoscenza approfondita di almeno due lingue straniere.

Altri lavori che sono molto richiesti sono poi il product manager, il Seo/Sem manager, il medical advisor e il retail manager. Come si può notare, sono lavori ad alta specializzazione in cui il titolo di studio è condizione obbligatoria, ma non sufficiente per garantirsi una adeguata retribuzione, in quanto servono anche altre doti di non secondaria importanza.

L’importanza dell’inglese

Quante volte ci siamo sentiti rivolgere l’invito a studiare le lingue, in particolare l’inglese? Un consiglio che deve ormai essere seguito da chi vuole affacciarsi con discrete possibilità di successo in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

L’inglese è ormai fondamentale per chi sia alla ricerca di un posto di lavoro, trattandosi della lingua base in settori chiave come quello degli affari, Internet (addirittura l’80% delle pagine online sono scritte in inglese) o quello scientifico.

Parlato da oltre 400 milioni di persone disseminate in ogni angolo del globo, ha spinto molte famiglie italiane ad investire sul futuro dei propri figli iscrivendoli ad un corso in una delle tante scuole che li offrono.

Una scelta saggia, se si fa riferimento ad uno studio condotto da Francois Grin, dal titolo “English as Economic Value: Facts and Fallacies”, secondo il quale chi parla un inglese fluente guadagna mediamente il 18% in più rispetto a chi non lo conosce.

L’Harvard Business Review aderisce in pratica a questa tesi, affermando che chi parla un inglese perfetto è in grado di sfruttare largamente questa competenza linguistica ove decida di lavorare all’estero, potendo spuntare retribuzioni doppie rispetto a quelle possibili in patria.

Tesi rinforzate da quanto affermato da due economisti, Elena Zoido e Albert Saiz, che hanno elaborato uno studio teso ad analizzare il ritorno dell’investimento operato nell’apprendimento dell’inglese nel contesto statunitense.

I dati riportati confermano l’assunto di partenza: chi padroneggia la lingua guadagna tra il 10 e il 20% in più rispetto a chi invece non la conosce bene.

Molto più clamorosa è però un’indagine svolta nel 2014 da EF English Town e riportata dal Sole 24 Ore, secondo la quale un lavoratore impiegato in Italia nel settore del turismo può godere di una retribuzione superiore sino al 55% ove riesca ad acquisire una conoscenza professionale dell’inglese.

Dati che fanno capire meglio di tante parole come padroneggiare l’inglese possa consegnare ai lavoratori una vera e propria rendita di posizione da sfruttare rispetto a chi non possiede questa particolare competenza o non sia in grado di vantare un alto livello di conoscenza della lingua. Anche in Italia.