Autore: Luigi Crescentini

Cina

Proteste ad Hong Kong contro la legge di Pechino: ecco cosa prevede la nuova mozione approvata ieri

Approvata a Pechino una mozione di «sicurezza nazionale» per Hong Kong che vieterà ogni forma di dissenso, atti di secessione e interferenze nazionali.

Ieri, a Pechino, durante l’Assemblea nazionale del popolo è stata approvata una mozione su una legge dettata sotto forma di «sicurezza nazionale» per Hong Kong. Una legge durissima che vieta qualsiasi atto di sedizione o di ribellione e di interferenza straniere a Hong Kong, è stata approvata con 2.878 favorevoli, 6 astenuti e uno solo contrario. I numeri delle votazioni e il fatto che la legge verrà applicata senza passaggi in parlamento, sembrano dare un chiaro messaggio: si tratta di un atto di forza approvato all’unanimità.

Dietro l’etichettatura di «sicurezza nazionale» si cela in realtà una priorità politica interna che vuole rivendicare il pieno controllo dei centri dell’impero e di tutte le sue periferie. La Cina sa bene che l’intento politico avrebbe provocato delle ritorsioni da parte del popolo di Hong Kong, considerando anche quelle dei loro alleati e degli Stati Uniti. Una conseguenza imminente ma non ingestibile. Infatti, prima di ogni evenienza, il governo ha «provveduto» ad approvare una legge che vieti appunto atti di sedizione e interferenze straniere.

Di certo, questa realtà politica trova diverse inclinazioni da parte dell’opinioni esterne: il direttore di un noto quotidiano, il «Global Times», ritiene che la minaccia di ritorsione da parte degli Usa possa essere un «bluff». Intanto a Pechino, molti credono invece che il presidente Trump non cancellerà lo status commerciale con Hong Kong in quanto danneggerebbe in primis gli interessi americani. L’obiettivo di Hong Kong è anche quello di cercare di non perdere i capitali stranieri, e di far capire che lo Stato rimarrà comunque con i suoi «diritti commerciali», anche in assenza di libertà politica.

Proteste a Pechino contro la legge di «sicurezza nazionale»: ecco cosa prevede la mozione

All’interno del testo, l’obiettivo della legge è quello di prevenire, bloccare e, se è necessario punire, ogni forma di sedizione, atti di secessione e interferenze straniere. La previsione è quella di stabilire nella città di Hong Kong delle istituzioni, forse un organo di polizia politica, che provvederà al controllo e alla vigilanza per la «sicurezza nazionale».

I dettagli del testo di legge ancora non sono disponibili o perlomeno non lo saranno prima della prossima riunione che si terrà nel mese di giugno. In previsione la legge dovrebbe passare, senza passaggi, nel parlamento locale. Anche se i particolari ancora non sono stati definiti, solo la mozione approvata ieri dall’Assemblea nazionale del popolo dà già una visione alquanto inquietante: verrà introdotto un corpo di polizia che avrà il compito di sanzionare e punire ogni forma di protesta, da parte di quelli che si «ribellano».

Lo scopo è proprio quello di limitare gli atti di dissenso, togliendo la libertà di protestare. I principi di «sicurezza nazionale» verranno anche introdotti nell’insegnamento delle scuole, considerate un possibile focolaio dei ribelli.