Proroga cartelle esattoriali, rottamazione e blocco licenziamenti: ecco cosa aspettarsi

Si fa strada che entro il 30 giugno possa arrivare entro il 30 giugno un nuovo decreto con un nuovo rinvio per le cartelle esattoriali e una prosecuzione del blocco licenziamenti per i settori più in crisi

«La pandemia non è finita». Sono parole che oggi ha proferito Mario Draghi in relazione alla necessità di continuare ad avere prudenza nell’approccio al Covid. Dichiarazione che trova riscontro anche in quello che sarà un nuovo intervento del governo rispetto alla necessità di fronteggiare la crisi economica derivante dalla pandemia.

Definizione dell’intervento del governo Draghi attesa prima del 30 giugno

La definizione del provvedimento potrebbe arrivare entro martedì 29 giugno e le eventuali decisioni del Consiglio dei Ministri arriverebbero così prima del 30 giugno, data per la quale ad esempio è prevista la fine del blocco dei licenziamenti.

Tuttavia, stando a quelli che paiono gli orientamenti, dovrebbero emergere due misure principali:

  • lo stop prorogato alle cartelle esattoriali
  • la prosecuzione del blocco dei licenziamenti per alcuni dei settori più in crisi.

Stop cartelle esattoriali: la situazione

La necessità di prendere una decisione entro il 30 giugno è strettamente dettata dalle scadenze del calendario fiscale. Diventa, perciò, necessario intervenire entro la fine del mese per prorogare fino al 30 agosto il blocco delle cartelle esattoriale, in vigore dallo scorso marzo. Spostate, inoltre, a fine settembre la cadenza delle 16 rate che fino ad ora sono state sospese.

Coperture provenienti dal risparmio da precedenti ristori

L’unica criticità dei provvedimenti sembrerebbe derivante dai tempi stretti. Proprio per questo non è così sbagliato dire di lotta contro il tempo. Quello dei margini temporali resta il problema principale, tenuto conto che non ci sarebbero problemi legate alle copertura del provvedimento. Si stima che oltre 2 miliardi potrebbero provenire dal risparmio derivante dai precedenti ristori.

Blocco licenziamenti verso proroga selettiva

Quella sul blocco dei licenziamenti era una questione che stava diventando spinosa a livello politico. C’erano parti che sostenevano l’opportunità di eliminare lo stop, in maniera tale da restituire dinamicità all’economia tenuto conto che la revoca del «tappo» non avrebbe portato necessariamente alla perdita del lavoro. E c’era anche chi sosteneva che la rimozione dello stop potesse generare una nuova emergenza sociale. Ne sta per venire fuori un’intesa che genererà un’intervento che riguarderà solo gli ambiti settoriali in crisi.

Attenzioni verso i settori più in crisi

Una decisione che comprenderebbe l’estensione per il periodo indicato anche della Cassa Integrazione Covid. Negli altri casi le grandi aziende dovrebbero poter tornare a licenziare dal primo luglio, quelle più piccole dal primo novembre. La logica è che in settori dell’economia dove le cose non vanno male, le imprese non arriveranno al punto da dover rinunciare alla propria forza lavoro.

Ancora pochi giorni, dunque, e si capirà se queste ipotesi emerse troveranno dei riscontri concreti, sebbene ad oggi ci siano davvero diverse possibilità che si vada nella direzione indicata. La corsa contro il tempo, come è già stata definita, è iniziata e il possibile modus operandi risulta chiaro.