Autore: B.A

Prestiti facili per piccole imprese nel decreto liquidità, ecco come funziona

Prestiti automatici per piccole imprese, esercenti e professionisti, questo ha deciso il governo.

Il decreto liquidità che con enorme entusiasmo il governo ieri ha prodotto, è un atto che punta a immettere liquidità nel sistema produttivo italiano. Soldi liquidi che però non rappresentano un bonus o un indennizzo per le tante attività produttive che sono state chiuse a causa del coronavirus e del lockdown.

Commercianti, artigiani, piccole imprese, esercenti e professionisti, queste le attività tra le più colpite. Adesso, dopo aver previsto indennizzi a copertura del mese di marzo in cui le aziende non hanno potuto lavorare, si pensa a dare liquidità anche per il futuro. Ma si tratta di prestiti, naturalmente facilitati, garantiti dalla Stato che le banche erogheranno anche in tempi celeri, ma si tratta di prestiti.

Gli scettici e chi si aspettava una mano differente già contestano il provvedimento. In effetti si tratta di una misura che può far storcere il naso, soprattutto alle piccole imprese, quelle che magari sono già indebitate e che per riaprire dopo il periodo di crisi per il coronavirus, dovranno accendere ulteriori debiti, pur senza spese, sempre debiti. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la nuova misura come riportato da un eloquente articolo del quotidiano “Italia Oggi”.

Il decreto liquidità ed i prestiti facilitati

“Dalle banche prestiti automatici fino a 25 mila euro alle piccole imprese, ai professionisti e agli esercenti, senza dover più attendere la valutazione del merito creditizio”, questo ciò che riporta Italia Oggi in un articolo di oggi 07 aprile 2020. In altri termini, per ottenere un prestito fino a 25 mila euro, non sarà più necessario attendere la prassi classica, quella che vuole necessariamente il via libera da parte del Fondo di garanzia delle Piccole e Medie Imprese. Prestiti veloci quindi, con il Fondo che andrà a coprire anche senza essere preventivamente interpellato per la concessione del prestito, la garanzia piena del finanziamento.

Ma i prestiti previsti dal decreto liquidità non si fermano a questo. Per le imprese che hanno ricavi fino a 3,2 milioni di euro, prestiti fino ad 800.000 euro, con garanzia al 90% a carico dello Stato e al 10% da parte di Confidi. In questo caso però occorre la valutazione finanziaria dell’attività. E per le imprese più grandi, garanzie fino al 90% del finanziamento bancario per le imprese fino a 5 mln di euro, e senza particolari iter, cioè senza dover più superare alcun esame sulla tenuta finanziaria e sull’andamento dei conti.

Liquidità per le imprese

Via libera al credito privato quindi, per superare la crisi economica. Questo ciò che ha prodotto il governo nel decreto liquidità. Una apertura al credito, il cui rischio è coperto dallo Stato, per dare liquidità immediata alle imprese colpite dalle ripercussioni causate dall’emergenza Covid-19. Ma, come dicevamo in premessa, un atto questo che fa storcere il naso. Dopo mesi di inattività, un prestito potrebbe essere utile a riaprire, ma si tratta comunque di soldi che vanno restituiti. Con il concreto rischio di spostare solo in la nel tempo la potenziale chiusura delle attività che il decreto vorrebbe scongiurare, se non si interviene sulle tasse e sul rilancio dell’economia.