Pregliasco su AstraZeneca sospeso: «È una guerra, comunicazione va costruita»

Il virogo, ospite di Mattino 5, ha definito «eccessiva» e «politica» la decisione di sospendere la somministrazione di AstraZeneca, evidenziando quelle che potrebbero essere le conseguenze.

Qualora il vaccino AstraZeneca, come la comunità scientifica e non solo si aspetta, dovesse ottenere un nuovo via libera, questi giorni di sospensione saranno stati un danno considerevole. I motivi sono essenzialmente due: il ritardo accumulato in una campagna vaccinale che è una corsa contro il tempo, ma anche il possibile guadagno di una fetta di popolazione ora che si porterà dietro gli strascichi dei timori nell’avere somministrato il preparato. Nel corso di Mattino 5, trasmissione in onda su Canale 5, ha parlato della situazione il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco.

Coronavirus, Pregliasco ospite di Mattino 5

La scelta di sospendere il vaccino AstraZeneca nasce dalla necessità di confutare l’idea che la correlazione tra persone vaccinate e eventi avversi fosse non solo temporale. C’è, però, un dato statistico da considerare. Più persone si vaccinano più si innalza la probabilità che si possano avere morti o il verificarsi di eventi sfavorevoli possano arrivare dopo aver ricevuto una dose.

Si tratterebbe, in sostanza, di eventi che statisticamente avrebbero luogo comunque e in maniera indipendente dalle immunizzazioni. «Tutto ciò - ha precisato Pregliasco - che succede dopo la vaccinazione non è automaticamente collegata a questo. Questo è l’elemento importante da rimarcare e il dato scientifico». «La decisione - ha detto in relazione alla decisione di sospendere AstraZeneca - è stata effettivamente una decisione politica.»

Adesso far passare il messaggio giusto potrebbe non essere così facile. Sulla decisione Pregliasco ha un’idea chiara nel giudizio. «A mio avviso - ha detto - eccessiva, mal comunicata. Avrà dei guai in termini di accettazione, già perché la narrazione di questo vaccino lo faceva pensare anche qui erroneamente come un vaccino di Serie B nell’efficacia. Cosa assolutamente non vera in termini anche del risultato ottenuto in in Inghilterra».

AstraZeneca sospeso, l’importanza della comunicazione

Quasi un anno di pandemia e davanti c’è una sfida che deve essere vinta tenendo conto di tutti i particolari. «È - ha detto il virologo - una guerra questa. Sicuramente gli elementi di comunicazione, gli impicci di questa grande epopea che faremo e che dovremo rifare con dei richiami perché il virus non se ne andrà comunque immediatamente, è qualcosa che va costruita giorno giorno».

«Guerra» è il termine che ha usato Pregliasco per definire lo stato delle cose. Chiamato a rispondere se si tratti anche di una «guerra tra case farmaceutiche e interessi di nazioni», il virologo ha detto la sua. «Quest’aspetto geopolitico - ha ammesso - sicuramente è da considerare.» Il virologo ha lasciato intendere come non è “facile” affrontare questo argomento, precisando che è difficile andare «al di là di supposizioni.»

«Però - ha aggiunto - ci sono costi diversi, interessi diversi e contrapposti in alcune situazioni. Quindi, come si diceva poc’anzi, c’era questo dubbio che possa esserci comunque qualcosa oltre all’elemento di precauzione. Che sicuramente forse ad un certo punto è stato necessario, perché le varie nazioni europee cominciavano ad andare in ordine sparso».