Autore: Fabio Antonio Cerra

PIL - Istat

1
Ago

Pil a picco nel secondo trimestre 2020: l’Italia è in recessione tecnica

Mai così male dal 1995: l’Italia paga cari gli effetti devastanti della pandemia da Coronavirus sull’economia interna.

Drammatico calo del Pil italiano nel secondo trimestre a causa della crisi da Coronavirus. A dirlo è l’ISTAT, che segnala un crollo di oltre il 12% dopo il pesante -5,4% registrato nei primi tre mesi dell’anno.

Record negativo: un minimo storico

Con questo risultato del secondo trimestre, spiega l’Istat, il Pil segna «il valore più basso dal primo trimestre 1995». Nel confronto con il trimestre precedente, il valore del Pil italiano nel secondo trimestre del 2020 risulta essersi ridotto di oltre 50 miliardi di euro.

Tra aprile e giugno si sono persi, in termini congiunturali, più precisamente 50 miliardi e 289 milioni di euro. La stessa Istat precisa che questo risultato «è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, all’industria, al complesso dei servizi».

Contrazione della crescita economica anche all’estero

La caduta del Pil, spiega l’istituto di statistica, «si colloca all’interno di un contesto internazionale dove le principali economie registrano riduzioni di analoga portata a causa del diffondersi della pandemia». In Francia, ad esempio, i dati sul prodotto interno lordo fanno segnare un Pil del -13,8% nel secondo trimestre dell’anno. In Germania, invece, il Pil è crollato del 10,1% nel secondo trimestre.

Crollo verticale dell’economia anche per gli Stati Uniti d’America, il cui Pil registra una contrazione del 32,9% congiunturale annualizzata, dopo il -5% del primo trimestre dell’anno. Una ripresa è prevista nel terzo trimestre, ma la nuova ondata di Coronavirus negli USA rischia di rallentare parecchio il ritmo della crescita. Un vero e proprio disastro economico, quello che stanno vivendo i cittadini americani: basti pensare che per Washington si tratta di un livello di recessione mai segnato dall’inizio delle serie storiche nel 1947, tre volte superiore al -10% registrato nel 1958.

Italia in recessione tecnica

Questi drammatici dati, peggiori di quelli inizialmente previsti, hanno ulteriormente confermato che l’Italia è in recessione tecnica. Ma cosa significa per un paese come il nostro, essere in recessione tecnica?

Si parla di recessione tecnica quando il Pil (Prodotto Interno Lordo) fa segnare una variazione congiunturale negativa per due trimestri consecutivi. Quando si parla di variazione congiunturale si prende a raffronto il trimestre precedente, mentre quando si parla di variazione tendenziale – che comunque possiede un rilievo statisticamente importante per valutare l’andamento economico di un Paese – si fa riferimento allo stesso trimestre però dell’anno precedente.

La recessione tecnica ci indica che l’Italia si trova, purtroppo, in forti difficoltà economiche, dato che i livelli dell’attività produttiva risultano inferiori rispetto a quelli che potrebbero essere raggiunti utilizzando completamente e in maniera efficiente tutti i fattori produttivi a disposizione.

Quando si è in presenza di una variazione negativa del Pil tendenziale – e cioè rispetto all’anno precedente –, si parlerà di “recessione economica”. Si parlerà invece di “crisi economica” se la variazione sarà sì negativa, ma di entità non inferiore al -1%.