Perché i dati ricoverati Covid sono ancora alti? Il punto di vista di Bassetti

L’infettivologo del San Martino di Genova è intervenuto nel corso del programma L’aria che tira di La 7. Ad oggi tra i dati da mettere in rilievo c’è una campagna vaccinale ancora non capillare tra i 70 ed i 79 anni.

Il professor Matteo Bassetti è tornato a parlare di Covid e della strategia legata alla somministrazione del vaccino nella popolazione. Lo ha fatto da ospite della trasmissione L’aria che tira su La 7.

Covid: la pressione sui sistemi sanitari è ancora alta

L’infettivologo del San Martino di Genova ha espresso il suo punto di vista su quelli che sono alcuni numeri legati al momento attuale della pandemia in Italia. In particolare, ad oggi, nonostante un certo numero di vaccinazioni effettuate, si continua a registrare particolare pressione sui sistemi sanitari.

«Noi - ha evidenziato il professor Bassetti - purtroppo non siamo stati capaci, nei primi due mesi del 2021, di mettere in sicurezza tutte le persone anziane e le persone più fragili. Abbiamo fatto delle scelte: evidentemente quella dei sanitari da una parte e quella di altre categorie dall’altra, che forse se tornassimo indietro probabilmente non faremmo».

Il riferimento va al fatto a quelli che sono stati i criteri di priorità legati alla possibilità di vaccinare inizialmente solo certe fasce di popolazione sulla base di quella che via via è stata la disponibilità delle dosi.

«Passi - ha proseguito l’infettivologo - di mettere in sicurezza gli operatori sanitari a contatto con il paziente, ma dobbiamo mettere veramente in sicurezza tutti gli operatori sanitari, anche quelli che stanno nel luogo più recondito dell’ospedale? Probabilmente quelli potevano che aspettare e magari le dosi che abbiamo utilizzato per loro, le potevamo utilizzare per le persone anziane e le persone più fragili».

«È sempre facile - ha proseguito - parlare con il senno del poi, però lo avevamo detto che la fascia che andava protetta prima era quella delle persone ultrasettantenni, ultraottantenni e più fragili. Vedere che in Italia abbiamo vaccinato tanto la fascia 70-79 più o meno quanto la fascia 20-29 è evidente che qualcosa non ha funzionato».

«Si sono date priorità - ha dichiarato - a soggetti che, a mio parere e a parere dei dati visti oggi sulle terapie intensive, non andavano in qualche modo messi per primi. Ormai lo abbiamo fatto, io credo che è il momento di guardare ai numeri con un modo positivo».

Coronavirus, Bassetti sottolinea i dati positivi

In questo caso il pensiero dell’infettivologo allude a dati epidemiologici che raccontano come l’avanzata dell’epidemia stia iniziando a segnare una frenata. «L’indice Rt - ha evidenziato il professore - a livello nazionale è sceso sotto 1, questo è un buon segnale. Da due giorni le terapie intensive sembrano avere riduzione della pressioni, vuol dire che almeno il computo finale della giornata non ci dice che ne abbiamo di più del giorno prima».

«Quando - ha chiosato - guardiamo la curva sembra ormai essere arrivata al picco, in molte regioni sta già iniziando piano piano a stabilizzarsi e probabilmente nei prossimi giorni inizierà a scendere. Era ampiamente previsto che succedesse nella prima settimana di aprile».