Autore: Liliana Terlizzi

Governo

Per il Recovery Plan Conte nomina 300 esperti: la scelta non piace né alla maggioranza né all’opposizione

La scelta di nominare l’ennesima task force di 300 esperti e 6 manager ha creato malumori perfino nella maggioranza. Secondo «il Tempo» l’unico partito favorevole sarebbe il PD.

“I soldi del Recovery Plan sono un’opportunità da non sprecare” - “Se sbagliamo anche stavolta, siamo ufficialmente un paese finito” - “La ripresa economica dopo questo periodo nefasto passa attraverso la pioggia di miliardi in arrivo dall’UE”. Frasi più o meno simili si sono ripetute spesso nelle settimane precedenti e ora è quasi arrivato il momento: bisogna pianificare la spesa dei famosi 200 miliardi del Next Generation EU.

La task force nominata da Conte e le critiche dalla maggioranza

Allo scopo il Premier Giuseppe Conte ha nominato 300 persone per stilare i progetti e 6 manager a capo del team, per “supervisionare”.

Il Tempo dedica un articolo, a firma di Pietro De Leo, molto ironico sulla scelta di Conte di abbondare con le nomine.

Il quotidiano diretto da Gian Marcio Chiocci ironizza sui numeri, facendo notare che nella prima ondata del COVID il Governo Conte Bis nominò 450 esperti per la gestione dell’emergenza. Aggiunti ai 300 attuali si arriva a 750. “Un piccolo sforzo ulteriore e saremmo arrivati ai Mille, i Mille di Giuseppe, punzecchia De Leo.

Nel suo articolo il giornalista sostiene che tra i partiti di maggioranza e opposizione soltanto il PD sarebbe d’accordo con la scelta di nominare 300 esperti e 6 manager a capo della task force.

Italia Viva, per bocca di Ettore Rosto è critica: “Di cabine di regia e task force ne abbiamo viste tante, come quella di Colao, forse un po’ troppe. Bisogna far lavorare le strutture della P.A, che già ci sono, serve una cabina di regia che è il consiglio dei ministri”.

Senza andare troppo nel dettaglio, De Leo scrive che “anche il Movimento 5 Stelle mastica male”.

L’opposizione

Dall’opposizione – c’era da aspettarselo – le critiche abbondano. Salvini si limita a chiedersi: “Siamo su scherzi a Parte?”. Francesco Lollobrigida di Fratelli d’Italia attacca parlando di “una manovra in perfetto stile Conte” e rincara la cose: “un chiaro tentativo di nascondere l’incompetenza senza ministri. L’unico obiettivo è creare nuove poltrone per spartirsele senza ritegno”. Tajani rilascia dichiarazioni simili: “Non servono a nulla, rischiamo il ridicolo”. Toti: “L’unica cabina di regia utile per i progetti e gli investimenti dei fondi europei esiste già e si chiama Parlamento”.

Tra l’altro la questione del veto posto da Polonia e Ungheria rimane irrisolta. Se arriverà «la pioggia di miliardi», con ogni probabilità, non sarà in tempi brevi. Proprio stamattina Luigi Di Maio si è detto «preoccupato» per i ritardi causati dall’opposizione dei due paesi sopracitati.