Autore: B.A

Pensione - INPS

13
Lug 2020

Pensioni: pensionati maggiori dei lavoratori? Un falso per giustificare nuova Fornero

Alberto Brambilla spiega cosa hanno in mente di fare sulle pensioni, una nuova e pesante Fornero bis.

È fresca la notizia che in in Italia il numero di pensionati è ormai superiore a quello dei lavoratori. Un dato questo che è preoccupante, perché come si sa, il nostro sistema funziona in modo tale che le pensioni vengono pagate con i soldi dei contributi pagati dai lavoratori.

Il dato emerge dai numeri forniti da uno studio della Cgia di Mestre, secondo cui il numero dei pensionati in Italia avrebbe superato quello dei lavoratori durante il periodo di emergenza epidemiologica. Dati e numeri che un noto esperto previdenziale, Alberto Brambilla, smonta su due piedi. Intervistato dal quotidiano di Maurizio Belpietro, «La Verità», Brambilla spiega cosa si nasconde dietro questo numeri.

Il piano del governo sulle pensioni

Alberto Brambilla, ex sottosegretario al welfare, attuale presidente del centro studi Itinerari previdenziali, tra i maggiori esperti di pensioni, punta l’indice contro governo e Inps che secondo lui, stanno per mettere in atto una riforma previdenziale più dura di quella della Fornero nel governo Monti.

Secondo Brambilla, il tema pensioni è costellato di troppe false notizie. Il governo e l’Inps «stanno studiando una riforma ancora più dura rispetto al passato», questo il sospetto di Brambilla. Il noto esperto critica anche la gestione dell’emergenza da parte dell’esecutivo. Infatti per Brambilla, le fake che accompagnano le pensioni nascono «per nascondere le mance che hanno elargito sotto Covid e per non affrontare i veri nodi della previdenza»

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I numeri della Cgia sulle pensioni non sono veritieri

Brambilla di fatto prende posizione contro i numeri emersi dallo studio della Cgia di Mestre. Sotto accusa da parte del Presidente del centro studi itinerari previdenziali, i dati che sottolineano come durante il coronavirus, il numero dei pensionati in Italia avrebbe superato quello dei lavoratori. Secondo Brambilla, i numeri sono falsi, o meglio, vanno interpretati perché non è numericamente che i pensionati sono più dei lavoratori, ma sono piuttosto le prestazioni previdenziali ad essere di più, dal momento che in Italia sono molti quelli che prendono due o più trattamenti previdenziali.

Il governo non smentisce i dati sulle pensioni

Il governo non ha smentito questi dati della Cgia nonostante siamo in una fase in cui la UE, soprattutto i paesi del Centro e del Nord Europa, continuano a chiederci modifiche al nostro sistema pensionistico a partire dalla chiusura di quota 100. E nemmeno l’Inps ha preferito parola. Per Brambilla questo la dice lunga su cosa stiano per programmare i legislatori.

«Non hanno smentito le cifre sui pensionati perché non vogliono fare chiarezza sul fatto che questo governo sta buttando miliardi e miliardi nel più improduttivo assistenzialismo. La spesa per le pensioni non c’entra quasi nulla, ma la ministra Nunzia Catalfo tace e non rassicura l’Europa, mentre il Pd spinge per cancellare ogni traccia dei provvedimenti del governo gialloblù, anche se a dire il vero quota 100 non è tecnicamente impeccabile», questo il pensiero di Brambilla con critiche aspre verso l’esecutivo.

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I numeri delle pensioni per Brambilla

Brambilla parla alla luce dei suoi numeri. I lavoratori dipendenti erano nel 2019 circa 23,5 milioni mentre i lavoratori dipendenti erano 16,2 milioni. Oggi secondo Brambilla, tra misure di pensionamento anticipato (anche quota 100) e crisi occupazionale Covid, i pensionati sono aumentati e i lavoratori diminuiti. Adesso secondo Brambilla siamo a 16,4 milioni di pensionati contro 22,4 milioni di lavoratori. Nessun sorpasso quindi per Brambilla, che contesta la tesi della Cgia.

«La spesa pensionistica in Italia è stimata in 297 miliardi, ma lì dentro c’è di tutto. La spesa vera per le pensioni è pari a 207 miliardi, di questi lo Stato se ne riprende sotto forma di tasse 50 miliardi. Dunque le pensioni sono pari a 155 miliardi, non a 300», così Brambilla puntualizza anche il fatto che dentro il novero delle spese previdenziali italiane ci sono anche le misure assistenziali e che non vengono calcolate dalle tasse.