Autore: G.M

Pensione - UE

11
Lug

Pensioni: l’Ecofin chiede all’Italia di tornare alla legge Fornero e molti sembrano d’accordo, da Landini a Sala

La quota 100 peggiora la sostenibilità del sistema e l’Ecofin chiede al nostro governo un passo indietro

Si torna a parlare di pensioni, di quota 100 e di sostenibilità del sistema dopo il giudizio negativo che il Consiglio Europeo di Economia e Finanza ha prodotto nei confronti dell’Italia ieri 10 luglio. L’Ecofin è lo stesso organismo che era stato chiamato in queste ultime ore a decidere sulla richiesta di via alla procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. In materia pensioni torna di attualità l’operato dell’attuale esecutivo quindi la misura simbolo in materia previdenziale, la quota 100. Bisogna tornare indietro, questo ciò che l’Ecofin dice dell’Italia, perché con quota 100 si peggiora la situazione dal putno di vista della spesa pensionistica della nostra nazione. In pratica, occorre tornare a come era il sistema prima della quota 100 e delle altre misure previdenziali ad alto costo create dal governo giallo-verde.

Occorre tornare alla legge Fornero

Per molti, anche per la stessa Fornero, ciò che ha prodotto il governo Conte, con i due Vice Premier Di Maio e Salvini non è servito a superare la riforma nata con il governo Monti. Molti considerano la legge Fornero tutt’ora attiva e probabilmente hanno ragione. Infatti anche se è stato posto un freno all’aspettativa di vita sulle pensioni anticipate che anche nel 2019 restano centrabili con 42 anni e 10 mesi di lavoro per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne (ma è stata imposta una finestra di attesa sulla decorrenza delle pensioni di 3 mesi), non si è tornati certo alle vecchie pensioni di anzianità che proprio la Fornero ha debellato.
La quota 100 serve solo a concedere per qualche lavoratore la pensione a 62 anni con 38 di contributi, ma non risolve certo tutte le problematiche in termini di inasprimento dei requisiti che la legge Fornero ha prodotto. L’Ecofin però chiede di cancellare la quota 100, di non proseguire su questa strada che poi, secondo l’attuale esecutivo, sarebbe l’apriscatole della quota 41, il vero obbiettivo dei governo, cioè la nuova pensione anticipata. Diverse sono state le raccomandazioni in termini di conti pubblici che sono fuoriuscite da Ecofin verso l’Italia. Per creare spazio a crescita e interventi sociali Ecofin chiede di tornare a dare attuazione alle riforme precedenti quella del governo Lega-M5S, cioè essendo l’ultima vera riforma a memoria d’uomo, la richiesta è di tornare pari pari alla legge Fornero.
Quota 100 infatti aggrava la sostenibilità a medio termine delle finanze pubbliche e si chiede all’Italia di ridurre l’impatto della spesa sulle pensioni sul totale della spesa pubblica.

Molti criticano quota 100

Non è solo la UE a guardare di traverso quota 100. Infatti dure critiche sul pacchetto previdenziale del governo arrivano anche da diversi soggetti politici e non italiani. Il sindaco di Milano, Beppe Sala per esempio parla di danno per i giovani come risultato che si otterrà con quota 100. Ciò che si spende oggi per quota 100 ricadrà sui giovani che non avranno possibilità di accedere a pensioni dignitose in futuro, questo il concetto che sembra faccia trapelare Sala in una intervista a Repubblica. Da un sindaco ad un altro, la musica non cambia. Nardella, sindaco di Firenze parla dei risultati statistici di quota 100 nella sua città. Su 220 potenziali beneficiari di quota 100 (cioè persone che hanno i requisiti per richiederla nel 2019), solo 64 hanno presentato istanza, cioè il 30%. Un fallimento vero e proprio secondo Nardella ed anche secondo il leader della Cgil Landini che ha chiarito come l’operato del governo abbia impattato in maniera esigua sulla crescita, ferma allo 0,2%. Evidente secondo Landini che ci sarebbe bisogno di altro e non solo di quota 100 e di una misura contro la povertà, cioè strumenti che producono uscite ma che non fanno crescere evidentemente il Paese.