Passaporto vaccinale o sanitario europeo per viaggiare: cos’è, a cosa serve e chi può averlo

Passaporto vaccinale o sanitario europeo per viaggiare: cos'è, a cosa serve e chi può averlo

Parlare di «passaporto vaccinale» non è corretto, tenuto conto che può averlo anche chi non è vaccinato seppur dietro risultati di test da esibire. Potrebbe servire per salvare la stagione estiva in Europa, ma occorrerà che i paesi trovino una strada definitiva.

Pass sanitario, passaporto vaccinale, Digital Green Pass. Gli stanno dando tanti nomi, ma ad oggi si può dire che, nella sostanza, si tratta sempre della stessa cosa. Viene, dunque, spontaneo chiedersi: cos’è? A cosa serve? Chi può averlo?

Prima di scendere nel dettaglio, lo si può semplificare come una sorta di documento che possa favorire la libera circolazione dentro l’Unione Europea, senza necessità di sottoporsi a vincoli legati a test da fare, quarantene da rispettare o sottostare ad altre situazioni straordinarie legate alla necessità di tutelare la salute pubblica dei singoli paesi europei.

Ad averlo potranno essere i vaccinati, ma non solo. E, attenzione, perché prima che diventi realtà nella sua applicazione sarà necessario che arrivi un accordo tra i paesi europei.

Passaporto vaccinale europeo? Breton lo ha mostrato per la prima volta

Il capo della Task Force Ue sui vaccino Thierry Breton ha per la prima volta mostrato un prototipo del pass sanitario. Lo ha fatto in diretta televisiva, intervenendo nel corso del programma tv Le Grand Jury di Rtl- Le Figaro. Breton, che è anche commissario europeo al Mercato Interno, ha fatto sapere che si tratterà di una soluzione che sarà disponibile per i cittadini europei tra due o tre mesi.

Passaporto anti-Covid: come è fatto e chi può averlo

Il documento potrà essere esibito attraverso smartphone o in formato cartaceo. Non cambia, però, quella che è la struttura di quello che presto potrà essere considerato un vero e proprio documento. In cima avrà un QR code che potrà essere scannerizzato nei posti di controllo dove potrà essere utile ai fini del controllo. Ovviamente il sistema di erogazione farà si che il codice abbia una firma digitale che possa riconoscere eventuali attestazioni false. Ci sarà spazio per i dati personali, ma soprattutto avrà il riassunto dei dati sanitari.

Il riferimento va a:

  • Status della vaccinazione anti-Covid con riferimenti date, numero di dosi ricevute e date delle eventuali somministrazioni
  • Per chi non fosse vaccinato dati relativi a eventuale negatività ad un test sufficientemente recente in base alle norme che saranno verosimilmente omologate tra i pasi europei
  • Per chi, invece, avesse avuto il Covid potrà verosimilmente essere presentato l’esito di un test sierologico che possa eventualmente attestare la presenza di anticorpi

Passaporto sanitario digitale e cartaceo, ma non sarebbe solo per i vaccinati

La prima funzione del pass sanitario sarà quella di favorire i viaggi quantomeno tra i paesi europei e salvare la stagione turistica estiva. Tuttavia, non è da escludere che una volta varato il sistema e valutato il funzionamento l’applicazione non possa essere estesa, ad esempio, per eventuali e possibili eventi di massa un domani o entrare in precisi luoghi pubblici.

Una soluzione di questo tipo non vincolata alla vaccinazione potrebbe essere accettata più di buon grado da quanti ad esempio nutrissero riserve sul vaccino, sebbene sia stato dimostrato a più riprese quanto i preparati siano sicuri e rappresentino ad oggi l’arma più efficace per uscire dalla pandemia.

Senza dimenticare che vaccinarsi darebbe modo di avere molto meno difficoltà nel tenere valido (probabilmente per mesi) il Digital Green Pass. Nel caso di un test questo andrebbe verosimilmente rifatto ogni qualvolta è il momento di spostarsi.

Secondo Thierry Breton, inoltre, entro il 14 luglio si stima che l’Europa possa avere avuto a disposizione 420 milioni dosi di vaccino, una quantità tale da potersi garantire l’immunità di gregge. Una disponibilità tale da permettere a chiunque voglia essere immunizzato di ricevere uno dei preparati validati dall’Ema.

Tuttavia, affinché si possa parlare in maniera certa del fatto che il pass sanitario come strumento ufficialmente valido per muoversi sarà necessario che i paesi europei trovino un accordo su diversi principi di applicazione e anche totale accordo sull’opportunità di metterlo in campo. Senza dimenticare che occorrerà creare un adeguata rete tecnologica in grado di diffondere in maniera capillare la capacità di valutare la validità e l’autenticità del pass.